Case Ater, mobilitazione per salvare gli sfrattati

30 Ottobre 2018

Sindacati degli inquilini e centro “Santacroce” contro gli allontanamenti forzati Oggi presidio a difesa della famiglia che rischia di ritrovarsi senza l’abitazione

TERAMO. Una doppia istanza a Comune e Ater per frenare gli sgomberi forzati. Il centro politico comunista “Santacroce” si schiera a difesa delle famiglie che, in questi giorni, stanno ricevendo gli sfratti esecutivi dallo alloggi pubblici occupati in modo irregolare. Per oggi è previsto, tra gli interventi in applicazione della circolare del ministero dell’Interno che ha imposto un giro di vite all’abusivismo, l’allontanamento per morosità di una famiglia con due figli minori di cui uno invalido. «Il Comune e l’Ater devono trovarle una sistemazione alternativa o avviare una mediazione per sanare l’irregolarità», spiega l’avvocato Stefania De Nicolais per conto dello sportello sociale del centro “Santacroce” che ha incentrato una delle due istanze, indirizzate anche al prefetto, proprio su questo caso. «Siamo pronti a difendere il diritto all’abitazione di quella famiglia che vive una situazione di grave disagio», spiega De Nicolais. Le richieste sostenute anche dai sindacati degli inquilini Asia e Sicet sono state presentate ieri, in una pausa del consiglio comunale, al sindaco Gianguido D’Alberto e all’assessore Valdo Di Bonaventura. Una delegazione degli sfrattati, accompagnata dal legale e dai sindacalisti, ha sollecitato l’intervento degli amministratori e annunciato per oggi un presidio davanti alla casa Ater che dovrebbe essere sgomberata.
D’Alberto si è messo subito in contatto con il prefetto Graziella Patrizi e con il commissario dell’azienda territoriale che gestisce gli alloggi pubblici Nicola Salini, ottenendo la convocazione di un incontro destinato a esaminare possibili soluzioni alternative allo sfratto. La battaglia di centro politico e sindacati, però, va oltre la vicenda della famiglia in procinto di perdere la casa. Nella seconda istanza firmata da De Nicolais, infatti, si pone una questione generale connessa all’ondata di sfratti seguiti alla nota del Viminale. «Chiediamo la costituzione di un osservatorio permanente sul diritto alla casa», fa sapere l’avvocato, «per evitare l’emergenza dovuta anche alla mancata concertazione tra enti nell’affrontare situazioni di disagio». L’obiettivo è mettere insieme le autorità competenti per evitare sgomberi forzati che, sottolinea De Nicolais, «sono derivati da un provvedimento destinato a risolvere un problema di ordine pubblico che però di fatto ha aggravato». In attesa di ottenere dalla Regione il via libera alla riapertura delle graduatorie per le assegnazioni di emergenza abitativa, il Comune non dispone di soluzioni immediate. «Ci sono cinque case parcheggio per casi di particolare fragilità familiare», spiega Di Bonaventura, «ma tre di queste richiedono lavori di adeguamento per i quali mancano le risorse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA