Case Ater, semplificate le regole: ora sono possibili accordi quadro

La cabina di coordinamento con le Regioni vara la misura che accorpa le gare per accelerare i lavori Il commissario Castelli: «Sosteniamo il cambio di passo che porta dalle norme all’avvio dei cantieri»
TERAMO . Procedura più rapida per i cantieri post-sisma delle case popolari. La cabina di coordinamento per la ricostruzione del Centro Italia, riunita ieri dal commissario Guido Castelli alla presenza dei rappresentanti delle quattro regioni del cratere, ha dato il via libera a una serie di misure che interessano anche le palazzine Ater della provincia di Teramo. Si tratta di disposizioni che consentiranno di accelerare i lavori di ripristino degli immobili inagibili. «Abbiamo deciso di sviluppare meccanismi di accorpamento delle gare pubbliche che, secondo una logica di efficienza, aggreghi interventi omogenei o limitrofi in lotti unitari e favorisca lo strumento dell’accordo quadro comprimendo i termini procedurali», sottolinea Castelli, «inoltre sono state attivate logiche di progettazione e gestione unitaria degli interventi che, specie nei comuni più devastati, presentano una complessità riconducibile alle interferenze tra proprietà pubbliche e private. Abbiamo impresso un cambio di passo alla ricostruzione ma per mantenere il giusto ritmo, è necessario garantire un’attenzione costante all’esigenza di semplificare e velocizzare le procedure».
le case popolari
Una di queste opportunità è espressamente riferita alle palazzine Ater del Teramano. «Per accelerare la ricostruzione dei 62 edifici di proprietà dell’azienda territoriale, dove prima del sisma abitavano oltre 600 famiglie e per i quali è ha previsto un finanziamento di 60 milioni di euro, viene data la possibilità di ricorrere a uno o più accordi quadro», annuncia il commissario, «questo strumento infatti, già operativo in alcune programmazioni della ricostruzione pubblica, consente di procedere in modo più celere sia in fase di individuazione degli operatori economici che di affidamento e cantierizzazione». Di fatto è una risposta implicita al nuovo allarme lanciato dagli inquilini delle case popolari, ascoltati nei giorni scorsi dalla commissione di vigilanza della Regione, sui tempi biblici dei lavori riparazione degli edifici. Nell’audizione all’Emiciclo è emerso che uno dei problemi principali per l’Ater è la cronica carenza di tecnici per seguire le pratiche. La possibilità di adottare accordi quadro, dunque, renderà più rapido il sistema di appalto dei lavori. Lo snellimento dovrebbe anche sbloccare la riconsegna dei 32 appartamenti nelle due palazzine di via Adamoli ricostruite ma ancora vuote.
gli altri interventi
«Con questi provvedimenti agiamo su situazioni che necessitano di soluzioni specifiche o risorse aggiuntive», ribadisce Castelli, «e ampliamo gli interventi che possono avvalersi degli strumenti offerti dalle ordinanze speciali in deroga». Tra gli interventi deliberati dalla cabina di coordinamento rientrano le modifiche, rispetto ad azioni già programmate, per la ricostruzione delle frazionidi Amatrice. «C’è, anche in questo caso, un’attenzione particolare alla semplificazione e all'accelerazione delle opere di urbanizzazione dal valore di 80 milioni», fa rilevare il commissario. Per Visso sono stati previsti quattro ulteriori interventi destinati a edifici storici del centro, per un importo di circa 16 milioni. «Abbiamo integrato l’ordinanza riservata agli edifici di culto francescani», conclude Castelli, «prevedendo il ripristino delle mura esterne al sacro convento di Assisi e della chiesa di Santa Maria di Montesanto a Todi. A ciò si aggiunga la previsione che riguarda il rifugio di Campi Alto di Norcia, ottavo presidio ricettivo per gli escursionisti nel grande anello dei Sibillini».
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