Case Ater, sgomberi sospesi dopo la richiesta di D’Alberto

31 Ottobre 2018

I sindacati degli inquilini: «Ora è la Regione che deve agire per affrontare l’emergenza abitativa» Intanto madre e figlia costrette a dormire nell’auto trovano sistemazione da un conoscente 

TERAMO. L’Ater ha sospeso, su richiesta del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, gli sgomberi delle abitazioni occupate da famiglie che per diversi motivi non hanno più titolo di occupare case popolari. Sgomberi, è il caso di ricordarlo, ordinati direttamente dal ministero dell’Interno. Ieri mattina doveva avvenirne un altro a Villa Mosca (di una famiglia morosa con due bimbi piccoli), ma è stato differito. Soddisfatto lo sportello sociale Usb del Centro politico comunista Sandro Santacroce, i cui rappresentanti lunedì avevano incontrato il sindaco e l’assessore Valdo Di Bonaventura sottoponendo loro anche il caso delle due donen sgomberate giorni fa e costrette a dormire in macchina. Nello stigmatizzare l’assenza dall’incontro del commissario Ater Nicola Salini («con rammarico riscontriamo una certa superficialità dell’azienda regionale»), Centro politico e Asia-Usb scrivono: «Oggi possiamo affermare di vedere i primi, significativi risultati». A dire il vero la nota è molto critica con l’assessore Di Bonaventura («alle nostre richieste di intervento, non ha saputo dirci altro che non si poteva fare niente») ma elogia il sindaco: «Ha nuovamente confermato la sua sensibilità. Si è attivato sin da subito per trovare un albergo per ospitare le signore. Inoltre, ha avviato l'iter con l'Ater per rinviare lo sgombero previsto per oggi (ieri, ndr). Tutto questo nell'attesa di sbloccare con la Regione il bando per l'emergenza abitativa, di cui si attende la delibera regionale».
E un intervento della Regione è auspicato anche dal Sicet, il sindacato inquilini aderente alla Cisl, il cui segretario Antonio Di Berardo scrive: «Il Sicet ritiene necessario l’intervento della Regione Abruzzo, necessario e non più rinviabile per affrontare il fenomeno dell’emergenza abitativa nel suo complesso. Un problema che deve essere trattato in un ambito più ampio, coinvolgendo tutte le istituzioni e valutando l’efficacia del quadro normativo e delle risorse disponibili rispetto a un fenomeno crescente. Il Sicet chiede, quindi, alla Regione Abruzzo, di autorizzare con una delibera di giunta la riserva di alloggi pubblici del 30%, a partire dal reperimento di alloggi Ater e comunali su tutto il territorio provinciale da mettere a disposizione anche in via temporanea, utilizzando l’articolo 15 della legge regionale n. 96 del 1996, per far fronte a tale emergenza, come già richiesto dall’assessore Valdo Di Bonaventura del Comune di Teramo».
Quanto alle due donne (madre e figlia) che per giorni hanno dormito in macchina, al sindaco D’Alberto risulta che «hanno trovato sistemazione nell’abitazione di un conoscente. Noi, comunque, ci eravamo attivati per pagare loro un albergo».(red.te)
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