Case di riposo, buco da 6 milioni delle coop che gestiscono i servizi

18 Ottobre 2020

Vengono pagati in ritardo gli stipendi agli oltre 200 operatori. Domani incontro in prefettura I sindacati: «La Regione aveva promesso fondi per aiutare i quattro istituti di Teramo e della Vibrata»  

TERAMO. Stipendi pagati in ritardo, in alcuni casi con molto ritardo, per gli oltre 200 operatori delle quattro case di riposo che fanno capo alla Asp 1.
La situazione sta diventando sempre più insostenibile per i lavoratori e i sindacati hanno chiesto un incontro in prefettura, che si svolgerà domani, in previsione di iniziative di protesta.
Il problema è l’enorme buco accumulato dalle cooperative che gestiscono le case di riposo di Teramo, Civitella, Sant’Omero e Nereto che supera abbondantemente i 6 milioni di euro. «Abbiamo incontrato quest'estate l’assessore regionale Piero Fioretti e la presidente dell'Asp 1 Elisabetta Cantore: ci avevano rassicurato che ci sarebbe stato un intervento di natura economica entro settembre. Sarebbe stato d’aiuto, anche se non risolutivo, ma non è arrivato un euro», esordisce Pancrazio Cordone, segretario della Fp Cgil, «in più a Civitella la Filadelfia vuole fare un affitto di ramo d'azienda ad un’altra cooperativa. Secondo noi è un atto che può ratificare il presidente, secondo la Asp ci vuole un atto del Cda, che però a sua volta ancora non è stato ratificato dalla Regione. E anche questa procedura è ferma». Una situazione che provoca ritardi nei pagamenti degli stipendi: a Teramo sono in ritardo solo quelli della Pap, ma a Civitella fra poco si arriva a due mesi, a Sant'Omero sono arrivati a 7 mesi di stipendio arretrato (si tira avanti con piccoli anticipi dalla cooperativa», a Nereto un mese di ritardo.
Da qui la proclamazione dello stato di agitazione e l’incontro di domani in prefettura. «La posizione debitoria continua ad aumentare e ne fanno le spese gli oltre 200 lavoratori», osserva Fabio Benintendi, segretario della Cisl, «a Sant'Omero si sono scordati quando hanno preso l'ultimo stipendio. L’assessore Fioretti continua a rassicurarci sul fatto che è riuscito a reperire delle somme per affrontare la crisi di liquidità. E sostiene che è una questione di giorni. Noi diciamo che bisogna agire con estrema urgenza. Bisognerebbe peraltro concordare un piano straordinario di rientro con tutti i soggetti coinvolti. Andremo dal prefetto e chiederemo risposte concrete e immediate. Non vogliamo contrapporti ma è il tempo di un confronto risolutivo».
Il problema, fanno notare i sindacati, è che «il servizio reso così com'è non è remunerativo: in questi anni non si è intrapreso un progetto di revisione del servizio». E non sono stati nemmeno ancora accreditati dalla Regione tutti i 100 posti riconosciuti dalla Asl, garantendo introiti maggiori.
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