Case di riposo, si va in tribunale Canzio: dalla Cgil danno grave

TERAMO. Finirà in tribunale la vertenza sui lavoratori senza stipendio delle case di riposo. Alla minaccia di ingiunzioni lanciata dalla Cgil per la tutela dei diritti dei dipendenti delle coop che...
TERAMO. Finirà in tribunale la vertenza sui lavoratori senza stipendio delle case di riposo. Alla minaccia di ingiunzioni lanciata dalla Cgil per la tutela dei diritti dei dipendenti delle coop che operano nelle strutture di accoglienza teramane replica Roberto Canzio, commissario dell’Asp1, l’azienda speciale che gestisce i servizi forniti agli anziani. Le accuse da parte del sindacato, secondo lui, comportano un ingiustificato danno d’immagine di cui chiedere conto. «Stiamo valutando l’azione da intraprendere», annuncia il commissario, a detta del quale contestazioni della Cgil creano conseguenze «più pesanti perfino della situazione debitoria dell’Azienda». Canzio rivendica la proposta di istituire un tavolo di confronto periodico con i sindacati per esaminare gli sviluppi della difficile situazione economica dell’Asp1, sommersa da circa 12 milioni di euro di debiti. «Peccato, però, che dopo un primo incontro la stessa Filcams Cgil abbia preferito alzarsi e abbandonare i lavori».
Al medesimo esito è approdato il tavolo in prefettura, anch’esso sollecitato dal sindacato, sempre a detta di Canzio, che si è tirato indietro già al primo appuntamento «dimostrando tra l’altro un rispetto istituzionale prossimo allo zero». Il commissario tiene a precisare che dedica «tutto il tempo, ogni energia e ogni attenzione perché si arrivi a una non semplice soluzione per una situazione molto pesante e non è un caso se, per anni, sia stata lasciata ristagnare. Per questo sono incessanti i contatti, pressoché quotidiani, a Pescara con l’assessore Pietro Quaresimale e gli stessi uffici preposti della Regione». Sul fronte degli stipendi non pagati Canzio tiene a far notare che dall’insediamento dell’ultimo consiglio di amministrazione, di cui faceva parte, e durante la sua commissariale a partire dal dicembre 2020 «ogni mese puntualmente la Pap ha ricevuto e riceve dall’Asp1 la fattura per il regolare pagamento di una mensilità». L’azienda, insomma, avrebbe fatto la propria parte e non sarebbe responsabile – a differenza di quanto sostenuto dalla Cgil – del mancato versamento degli compensi. «Gli operatori il rapporto diretto lo hanno con la ditta di cui sono dipendenti», conclude il commissario, «quindi con la Pap che è il loro datore di lavoro.
A rilanciare il tema dei diritti dei lavoratori è però il Pd tramite il segretario provinciale Piergiorgio Possenti e i consiglieri regionali Silvio Paolucci e Dino Pepe. «Non è concepibile mai e soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo, che si possano far allungare in questo modo il pagamento degli stipendi», affermano, «soprattutto se parliamo di dipendenti garantiti da un contratto collettivo. Siamo vicini ai lavoratori ed ai sindacati che lottano per i diritti». (g.d.m.)

