Caserma, la Provincia dà una mano

24 Febbraio 2016

Incontro fra Di Sabatino e la commissione comunale sull’iter da seguire

GIULIANOVA. La Provincia di Teramo darà la propria disponibilità, laddove si renda necessario, per l’iter di realizzazione della nuova caserma dei carabinieri di Giulianova. Questa è la sintesi dell’incontro che si è svolto ieri nella sede di via Milli tra il presidente Renzo Di Sabatino e la commissione tecnico istituzionale nominata dal consiglio comunale di Giulianova rappresentata da Gabriele Filipponi e Valerio Rosci.

«In fase di costituzione la commissione si è data l’obiettivo di coinvolgere tutte le istituzioni per riuscire a trovare la migliore soluzione al problema», dice Gabriele Filipponi, «questo incontro infatti era stato già richiesto prima della lettera con cui il governatore D’Alfonso ha annunciato la disponibilità dei fondi Fas per la costruzione delle nuove caserme tra cui quella di Giulianova». Nessuna sovrapposizione quindi da parte dell’amministrazione provinciale che al contrario dovrà intervenire come ente superiore in fase di cambio di destinazione d’uso dei terreni dove dovrà nascere la nuova struttura che accoglierà il comando.

«L’area individuata per costruire attualmente è destinata a parcheggio», dice Filipponi, «quindi sarà necessario avviare la procedura di cambio di destinazione d’uso e in quel caso l’amministrazione provinciale dovrà dare il proprio parere favorevole». L’incontro di ieri è servito anche per informare la Provincia di tutti i passi fatti fino ad ora con l’incontro alla Cassa depositi e prestiti e con il sottosegretario al ministero dell’interno fino alla missiva di Luciano D’Alfonso che ha messo a disposizione i fondi Fas. «Il nostro obiettivo è sensibilizzare tutte le istituzioni rispetto al problema», dice Filipponi, «perché l’obiettivo è quello di conservare nella nostra città la compagnia carabinieri. E’ un presidio importantissimo sotto il profilo della sicurezza che Giulianova possiede dai primi anni successivi all’Unità d’Italia e che non possiamo permetterci di perdere».

Mirella Lelli

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