Casetta chiusa, centro anziani senza sede

18 Aprile 2015

ALBA ADRIATICA. C’è persino un campo di bocce, ma non ci sono anziani a passare il tempo e a socializzare perché la casetta che dovrebbe essere adibita a circolo ricreativo, in contrada dei Tigli ad...

ALBA ADRIATICA. C’è persino un campo di bocce, ma non ci sono anziani a passare il tempo e a socializzare perché la casetta che dovrebbe essere adibita a circolo ricreativo, in contrada dei Tigli ad Alba Adriatica, è chiusa e viene aperta solo in poche occasioni.

Questo è quello che lamenta un gruppo di anziani della zona sud della città, che ha deciso di portare avanti la propria battaglia per ottenere che la casetta diventi davvero circolo ricreativo a disposizione della comunità. Spiega Pietro Gatti, che si è fatto portavoce della protesta: «In Comune non riusciamo ad avere risposte, ci spediscono di continuo da un ufficio all’altro, da un assessore ad un funzionario ad un altro. Qualcuno ci dice che la casetta è inagibile, qualcuno che è già adibita a magazzino, resta il fatto che qualche cittadino ha le chiavi, ma del circolo ricreativo per anziani non c’è traccia e per i pensionati non c’è un luogo di ritrovo pubblico in contrada dei Tigli». La casetta è stata realizzata pochi anni fa all’avvio dello sviluppo edilizio di una zona tra via Isonzo e via dei Tigli, in una piazzetta al centro delle nuove palazzine. Nonostante sia accogliente e attrezzata dentro e fuori con infissi, campo di bocce e la rampa per disabili, però, non sembra mai essere stata usata per lo scopo per cui è stata pensata. La prima richiesta scritta inoltrata in Comune il 4 dicembre scorso per avere l’autorizzazione ad usarla con l’idea del circolo ricreativo è firmata dal Comitato Anziani del quartiere dei Tigli che stimava un afflusso possibile di una trentina di soci. Pochi giorni dopo la seconda richiesta, dopo aver inviato anche lo statuto dell’associazione e tutta la documentazione necessaria. Ma dopo mesi nessuna risposta convincente, così che un gruppo dei pensionati decide di portare avanti la battaglia senza il nome dell’associazione. L’esito però è lo stesso. Quindi la nuova richiesta: «Vogliamo innanzitutto delle risposte, è diventata una questione di principio. Perché non c’è un circolo ricreativo per anziani nella struttura pubblica nata con questo scopo? A chi dobbiamo rivolgerci?».

Luca Tomassoni

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