Caso Bonolis, domenica gli ultrà tiferanno restando fuori

TERAMO. L’anno sportivo, a Teramo, comincia con una situazione paradossale. La squadra di calcio cittadina, il Città di Teramo, che da settembre gioca le sue gare interne del campionato di Promozione...
TERAMO. L’anno sportivo, a Teramo, comincia con una situazione paradossale. La squadra di calcio cittadina, il Città di Teramo, che da settembre gioca le sue gare interne del campionato di Promozione a Montorio, domenica tornerà in quello che dovrebbe essere il suo stadio, ovvero al Gaetano Bonolis, ma lo farà da ospite del Piano della Lente, altra squadra del territorio comunale, che non avendo la possibilità di accogliere la tifoseria biancorossa al campo dell’Acquaviva ha affittato l’impianto di Piano d’Accio.
Il Piano Lente sostiene di non aver avuto alternative e sperava probabilmente di fare un grande incasso, ma dalle reazioni arrivate negli ultimi giorni si può prevedere che quella di domenica sarà una partita per pochi intimi. Prima il Club Biancorosso e poi due gruppi della curva, Vecchi Diavoli e 15 luglio 1913, hanno annunciato che non saranno allo stadio. Quelli del 15 luglio 1913 – a cui potrebbero unirsi tutti gli altri ultrà, ma su questo si attendono conferme – hanno deciso che faranno il tifo restando fuori dai cancelli. Il motivo? Secondo la tifoseria organizzata, fin quando il Bonolis sarà gestito da Franco Iachini non sarà lo stadio del Teramo e dei suoi tifosi. L’astio verso l’imprenditore, ritenuto da gran parte della tifoseria il principale artefice della cancellazione del Teramo dai campionati professionistici, supera dunque la voglia di sostenere i biancorossi nella loro rincorsa alla promozione in Eccellenza. La tifoseria organizzata teramana, peraltro, ritiene che l’aver scelto il Bonolis per la prima partita del nuovo anno sia stata una provocazione, qualcosa di architettato ad arte.
A parte il paradosso di domenica prossima, il nodo del Bonolis è molto difficile da sciogliere e lo dimostra il silenzio sull’argomento del sindaco Gianguido D’Alberto, a cui il Centro ha più volte chiesto dichiarazioni negli ultimi giorni. D’Alberto, sollecitato pubblicamente dal Città di Teramo, prima di Natale si era impegnato a cercare una soluzione che soddisfacesse tutte le parti in causa già per la stagione in corso, ma questa soluzione al momento non c’è e trovarla a breve sarà un’impresa. Il punto è che non si tratta più semplicemente di raggiungere un accordo economico tra Iachini e il Città di Teramo sul costo dell’impianto, come sembrava a inizio stagione, perché la società del presidente Eddy Rastelli non intende assolutamente rompere con la tifoseria e quindi vuole acquisire la gestione del Bonolis, non esserne una semplice inquilina. Ma Iachini, che contro il Comune ha chiesto un arbitrato (del quale si attende l’esito) sul piano economico-finanziario dell’impianto, come farebbe a cedere la gestione ora?(d.v.)
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