Caso Castrum, parte l’Appello: processo bis in quattro udienze

Aperto il procedimento per l’ex dirigente comunale Maria Angela Mastropietro e altri sei In primo grado sette condanne a 24 anni complessivi, parti civili il Comune di Giulianova e la Asl
TERAMO. Quattro udienze fissate tra ottobre e febbraio a scandire la complessità di un procedimento che riguarda una delle inchieste per corruzione più grandi avvenute nel Teramano. Si è aperto ieri all’Aquila, dopo tre anni dalla sentenza di primo grado (quella che ha portato a sette condanne per 24 anni complessivi) il processo d’appello per il caso Castrum, il presunto giro di appalti e tangenti a Giulianova e non solo: nel procedimento penale all’epoca sono finiti anche i lavori dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana a Teramo. Così come in primo grado, anche in appello parti civili il Comune di Giulianova e la Asl di Teramo.
Il collegio è presieduto da Aldo Manfredi, a latere Romano Gargarella e Alfonso Grimaldi. La pubblica accusa è rappresentata da Alberto Sgambati.
Vasto il ventaglio delle ipotesi di reato contestate: dalla corruzione alla tentata concussione dall’abuso d’ufficio alla falsità in atti pubblici. Nell’ottobre del 2019, al termine di una complessa istruttoria con decine di udienze, centinaia di testi ascoltati e una lunga battaglia tra accusa e difese sulle intercettazioni, il tribunale di Teramo ha condannato a cinque anni Maria Angela Mastropietro, all’epoca dei fatti contestati dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova (ora sospesa) che la Procura (inchiesta portata avanti dai pm Luca Sciarretta, ora a Pescara, e Andrea De Feis, ora a Bologna) aveva individuato come il dominus di un presunto sistema di appalti e mazzette, pronta a favorire privati nella sua veste di dirigente – ha sempre sostenuto l’accusa – in cambio all’impresa edile Rima del marito Stefano Di Filippo. Anche per lui la condanna di primo grado è a cinque anni. Per entrambi interdizione perpetua dai pubblici uffici. Condanne a cinque anni e sei mesi ciascuno per i fratelli imprenditori edili Andrea e Massimiliano Scarafoni. Un anno ed otto mesi la condanna per Carmine Zippilli, dirigente tecnico della Asl finito a processo per la vicenda dell’appalto di messa in sicurezza dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana. Un anno e due mesi la condanna per Ennio Di Saverio nella sua veste di ex presidente del consorzio Lido delle Palme, mentre il geometra Guerino Di Saverio è stato condannato a otto mesi.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

