Caso Diop, la Asl scagiona l’impiegato

11 Agosto 2018

Chiusa l’inchiesta interna: nessuna prova di un diverbio fra i due. Tre persone nel corridoio non hanno sentito voci alterate

GIULIANOVA. E’ ufficiale. La Asl ha concluso l’indagine interna sul caso di Ibrahima Diop, il 39enne di origine senegalese con cittadinanza italiana residente a Roseto che ha denunciato di essere stato apostrofato con espressioni razziste nel distretto sanitario di Giulianova, dove si era recato venerdì 27 luglio per rinnovare il libretto sanitario che gli serve per lavorare.
Il risultato scagiona il dipendente della Asl, che peraltro era agli ultimi giorni di lavoro prima del pensionamento. Il dirigente responsabile del distretto sanitario, Giandomenico Pinto, ha sentito l’impiegato in questione che gli ha raccontato che quel giorno alle 12,30 circa una persona che verosimilmente era Diop sul corridoio gli ha chiesto dove fossero gli uffici sanitari. Il dipendente gli ha risposto che venerdì erano chiusi e che comunque erano in fondo al corridoio sul lato nord.
In fondo la corridoio in cui si svolgeva la conversazione c’erano due dipendenti della Asl e un tecnico esterno. Pinto ha sentito i tre e tutti, pur dicendo di aver visto passare l’uomo, hanno detto di non aver sentito discussioni. Lo stesso è stato confermato da due impiegati che erano in un vicino ufficio.
La Asl ha acquisito anche un rapporto sulla seconda parte della storia. Infatti il cosiddetto libretto sanitario richiesto da Diop in realtà non lo può rilasciare il distretto sanitario ma il Sian. Nell’ufficio di Giulianova del servizio Diop si è presentato lunedì 30 luglio. La dirigente del servizio, Maddalena Marconi, ha ricostruito la vicenda sentendo l’impiegato a cui si è rivolto il senegalese. L’uomo ha mostrato l’ex libretto sanitario (che dal 2006 non è più valido, essendo stato sostituito dal un attestato di formazione in igiene degli alimenti) e l’impiegato della Asl gli ha spiegato che non è più valido. A Diop è stato rilasciato un certificato provvisorio con la prenotazione al corso di formazione necessario per avere l’attestato. Ma quando gli è stato detto che sarebbe iniziato il 27 settembre ha risposto che il 3 settembre sarebbe partito per la Francia. L’attestato – gli è stato comunque chiarito – è valido in tutta Europa. «Il tutto in un clima di serenità e normalità», precisa Marconi. I vertici della Asl ritengono dunque il caso chiarito anche se fanno notare seccamente come «l’eco avuta sui mezzi di informazione ha portato un grave pregiudizio all’immagine della Asl e del suo personale».
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