Caso Lucidi, il comitato genitori chiede spiegazioni sull’indice di vulnerabilità
Dopo la recente pubblicazione, da parte dell’amministrazione comunale di Teramo, degli indici di vulnerabilità sismica delle scuole Lucidi e Michelessi, il comitato “Progettiamo bimbi in sicurezza”...
Dopo la recente pubblicazione, da parte dell’amministrazione comunale di Teramo, degli indici di vulnerabilità sismica delle scuole Lucidi e Michelessi, il comitato “Progettiamo bimbi in sicurezza” si dichiara in una nota «piuttosto perplesso circa il risultato ottenuto per la scuola Noè Lucidi». Secondo i genitori il sindaco Brucchi ha dichiarato che il ricalcolo dell’indice di vulnerabilità della Lucidi si è reso necessario in quanto sono stati effettuati ulteriori lavori di “miglioramento sismico” successivi a quelli già effettuati sulla base del progetto di “adeguamento sismico” del 2011. «Nel progetto del 2011 si otteneva un indice finale post-operam di circa 0.65 (inferiore a 1.00, per cui non si trattava di adeguamento). Oggi, con grande ritardo rispetto alle promesse che il sindaco aveva fatto sui tempi di riconsegna del nuovo indice, ci viene comunicato un valore di circa 0.62, inferiore al precedente. A questo punto i casi sono due: o i lavori effettuati di recente non hanno prodotto nessun miglioramento ma addirittura un peggioramento in termini di vulnerabilità; o il valore dell'indice precedente non era corretto ma inferiore a quello dichiarato (e quindi i nostri dubbi sull’attendibilità del calcolo erano fondati)».
In ambedue i casi il comitato si domanda se vi siano responsabilità da parte dell’amministrazione, dei tecnici incaricati e degli organi di controllo. «A cosa sono serviti i lavori successivi al primo indice e di conseguenza i finanziamenti di denaro pubblico utilizzati dal terremoto del 24 agosto 2016 in poi se allo stato attuale la scuola risulta meno sicura di prima? Attendiamo una risposta ufficiale da parte dell’amministrazione e in particolare dal sindaco», conclude il comitato.
In ambedue i casi il comitato si domanda se vi siano responsabilità da parte dell’amministrazione, dei tecnici incaricati e degli organi di controllo. «A cosa sono serviti i lavori successivi al primo indice e di conseguenza i finanziamenti di denaro pubblico utilizzati dal terremoto del 24 agosto 2016 in poi se allo stato attuale la scuola risulta meno sicura di prima? Attendiamo una risposta ufficiale da parte dell’amministrazione e in particolare dal sindaco», conclude il comitato.

