Caso Petrella, i magistrati sentono la moglie del paziente deceduto

3 Febbraio 2022

La donna sarà convocata in procura nella veste di testimone insieme al medico di base della vittima Domani l’incarico all’anatomopatologo per la riesumazione e l’autopsia, che si svolgerà a Caserta

TERAMO. Non solo l’autopsia. Nel fascicolo della Procura teramana entreranno anche le audizioni (nella loro veste di persone informate sui fatti) del medico curante e della moglie del paziente deceduto.
È in un susseguirsi di atti che prende forma l’inchiesta teramana sul medico no vax Roberto Petrella, 75 anni, agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico con l’accusa di omicidio colposo per la morte di un suo paziente deceduto a dicembre a Caserta. Secondo l’accusa le terapie consigliate telefonicamente avrebbero causato la morte dell’uomo 68enne stroncato da un infarto nel mese di dicembre.
Nei prossimi giorni i pm Silvia Scamurra e Stefano Giovagnoni ascolteranno sia il medico curante sia la moglie del paziente deceduto. Intanto per domani è fissato il conferimento dell’incarico all’anatomopatologo Antonio Tombolini per la riesumazione e la successiva autopsia per stabilire con certezza le cause dell’infarto. L’atto è un accertamento irripetibile e proprio per questo aperto a tutte le parti. All’esame, che si svolgerà a Caserta, prenderanno parte anche due consulenti nominati dall’indagato.
Nel frattempo la difesa del professionista, rappresentata dall’avvocato Tommaso Navarra, ha annunciato ricorso al tribunale del Riesame contro entrambe le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari: la prima firmata dal gip di Catanzaro e la seconda, quella con il braccialetto elettronico, dal gip di Teramo. La nuova misura (gip Marco Procaccini) è quella chiesta ed ottenuta dalla Procura teramana dopo che gli atti sono arrivati dalla Procura calabrese. Il gip di Catanzaro nell’emettere la prima ordinanza di custodia cautelare si era dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sia avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e i familiari del paziente deceduto. Telefonate emerse nel corso di un’altra più vasta indagine dei magistrati calabresi sulle posizioni no vax del medico già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici. Petrella, nel corso di un lungo interrogatorio di garanzia, si è difeso sostenendo di non aver fatto morire nessuno e di aver detto alla moglie del paziente di chiamare l’ambulanza. Diversa, a questo proposito, la ricostruzione fatta dai magistrati sulla base delle intercettazioni telefoniche. Intercettazioni raccolte nell’ambito di un’indagine per reati diversi e su cui, in una fase successiva, potrebbero porsi delle questioni relative alla utilizzabilità.
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