Caso Petrella, il paziente è morto d’infarto

13 Aprile 2022

Depositata in Procura una prima informativa dopo l’autopsia: l’uomo non è deceduto per Covid

TERAMO. Non è la consulenza completa su riesumazione e autopsia, ma è una prima informativa rimessa in Procura sull’esito dell’esame svolto dall’anatomopatologo Antonio Tombolini dopo il passaggio dell’inchiesta a Teramo. L’inchiesta è quella su Roberto Petrella, il medico teramano no vax da febbraio agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo dopo la morte di un paziente il cui corpo è stato riesumato e sottoposto ad autopsia. La prima informativa, con i risultati degli esami istologici, conferma che il paziente è morto per un infarto acuto al miocardio ed esclude ogni ipotesi legata al Covid.
Naturalmente per avere una visione più completa bisognerà attendere il deposito di tutta la consulenza prevista tra qualche tempo.
Il medico teramano, da febbraio agli arresti domiciliari, è accusato di omicidio colposo per la morte di Gennaro S., camionista casertano di 68 anni, che dal 2020 era in cura da Petrella e che a dicembre è morto. L’uomo e la compagna, come da questa riferito agli investigatori, avevano visto su Facebook diversi video del medico teramano e l'avevano contattato per un consulto. Da quel momento il camionista ne era diventato un paziente. L'uomo più volte sarebbe stato a Teramo per farsi visitare. Da ottobre i contatti sarebbero stati solo telefonici. L'ultima volta la mattina del decesso, l’8 dicembre scorso, quando – sostiene l’accusa Petrella avrebbe prescritto al paziente, che accusava febbre alta e malesseri diffusi da giorni, vitamine e integratori a base di funghi, sconsigliandogli di recarsi in ospedale.
Il medico, in un lungo interrogatorio di garanzia, si è difeso sostenendo di non aver fatto morire nessuno e di aver detto alla moglie del paziente di chiamare l’ambulanza. Diversa la ricostruzione fatta dai magistrati sulla base delle intercettazioni telefoniche. Il medico è ancora agli arresti domiciliari dopo la nuova misura chiesta ed ottenuta dalla Procura teramana dopo che gli atti sono arrivati dalla Procura calabrese.
Il gip di Catanzaro nell’emettere la prima ordinanza di custodia cautelare si era dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sia avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e i familiari del paziente deceduto. Il medico teramano nei giorni scorsi ha impugnato al Tar il provvedimento di sospensione dall’Ordine dei medici.(d.p.)
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