Caso Petrella, nuovi esami dopo riesumazione e autopsia

11 Febbraio 2022

Il medico legale ha eseguito prelievi di tessuti per dare certezze sulle cause della morte del paziente Si attende l’esito del ricorso al tribunale del Riesame fatto dalla difesa del professionista teramano

TERAMO. È chiaro che per avere certezze serviranno i risultati degli esami istologici che arriveranno non prima di dieci giorni. Per ora l’autopsia conferma che l’uomo aveva un problema cardiaco.
Un punto di partenza dopo la riesumazione del 68enne di Caserta deceduto a dicembre e per la cui morte qualche settimana il medico teramano no vax Roberto Petrella è stato arrestato per omicidio colposo. Secondo l’accusa le terapie consigliate telefonicamente avrebbero causato la morte dell’uomo .
Ieri mattina, così come disposto dalla Procura teramana, a Caserta c’è stata la riesumazione e la successiva autopsia che i pm teramani Silvia Scamurra e Stefano Giovagnoni hanno affidato al medico legale Antonio Tombolini. Il professionista teramano, difeso dall’avvocato Tommaso Navarra, ha nominato due consulenti tecnici per partecipare all’esame: si tratta dei medici legali Michele Farinacci e Raffaele Zinno, quest’ultimo di Napoli.
La difesa del professionista del medico ha fatto ricorso al tribunale del Riesame contro entrambe le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari: la prima firmata dal gip di Catanzaro e la seconda, quella con il braccialetto elettronico, dal gip di Teramo. La nuova misura è quella chiesta ed ottenuta dalla Procura teramana dopo che gli atti sono arrivati dalla Procura calabrese. Il gip di Catanzaro nell’emettere la prima ordinanza di custodia cautelare si era dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sia avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e i familiari del paziente deceduto. Telefonate emerse nel corso di un’altra più vasta indagine dei magistrati calabresi sulle posizioni no vax del medico già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici. Petrella, nel corso di un lungo interrogatorio di garanzia, si è difeso sostenendo di non aver fatto morire nessuno e di aver detto alla moglie del paziente di chiamare l’ambulanza. Diversa, a questo proposito, la ricostruzione fatta dai magistrati sulla base delle intercettazioni telefoniche.(d.p.)
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