Caso Taddei, la prefettura ordina altre ricerche
Saranno scandagliati il porto di Giulianova e il lago di Campotosto per cercare tracce del giovane scomparso quasi un anno fa da Sant’Omero
SANT’OMERO. Le ricerche di Daniele Taddei non si fermano, nemmeno dopo che le immersioni dei sommozzatori dei vigili del fuoco hanno dato esito negativo scandagliando i fondali dei bacini teramani. Un nuovo impulso alle ricerche arriva dalla commissione prefettizia che si occupa di persone scomparse. Nel tavolo di alcuni giorni fa, il prefetto di Teramo Valter Crudo ha deciso di non fermarsi, ordinando di controllare i fondali del porto di Giulianova e, per la prima volta, il lago di Campotosto.
Dunque, le ricerche del 28enne operaio di Sant’Omero sparito oltre 11 mesi fa proseguono. Daniele è scomparso il 1° agosto scorso, dopo una delusione amorosa, dalla sua abitazione di Sant’Omero dove viveva con i genitori. Poche ore dopo la segnalazione sono iniziate le ricerche per terra e con gli elicotteri, protratte per lungo tempo, ma senza esito. Poi tra aprile e maggio scorsi sono stati perlustrati il lago artificiale utilizzato per la pesca sportiva dell’hotel Lago Verde di Sant’Omero e il laghetto di Nepa a Controguerra, ricerche poi estese ad altri bacini naturali ed artificiali teramani. Nessun lago nasconde il corpo di Daniele né la sua vettura, la Nissan Micra metallizzata che sembra essersi volatilizzata. Se anche queste ulteriori ricerche in acqua dovessero dare esito negativo è facile pensare che il caso si avvii verso l’archiviazione. Il 28enne si era allontanato a bordo della sua Nissan Micra targata CW238JG, mai ritrovata finora. Daniele, prima di sparire, aveva fatto visita ai nonni materni a Terrabianca di Tortoreto. Questo aspetto è un vero grattacapo per le ricerche. L’auto non si trova: com’è possibile? Daniele non può essersi allontanato più di tanto perché in tasca aveva appena 20 euro. Il suo bancomat non ha fatto prelievi né sono stati ritirati contanti in banca. C’è qualcuno che lo ha aiutato a nascondersi? A questo punto si teme il peggio, ma la famiglia Taddei non ha perso la speranza. Tra meno di un mese sarà un anno dalla scomparsa del giovane operaio dalla personalità sensibile e fragile. Ed è proprio questo lato del suo carattere che non convince all’idea che Daniele Taddei possa aver premeditato ed organizzato un piano così preciso per sparire nel nulla e che possa essersi allontanato molto dalla zona. Eppure di lui non c’è traccia, non si sa nulla. Le tante segnalazioni giunte finora sono risultate, purtroppo, inattendibili o poco utili alle ricerche.
Alex De Palo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

