Castellalto, finisce in Procura lo scontro Petrosino-Di Marco
CASTELLALTO. S’infiamma il clima in Comune a Castellalto. Lo scontro fra il consigliere di opposizione Michele Petrosino e il sindaco Vincenzo Di Marco, scaturito dalla presunta illegittimità di un'op...
CASTELLALTO. S’infiamma il clima in Comune a Castellalto. Lo scontro fra il consigliere di opposizione Michele Petrosino e il sindaco Vincenzo Di Marco, scaturito dalla presunta illegittimità di un'operatrice di una cooperativa che svolge mansioni all'ufficio anagrafe, si fa sempre più aspro e arriva in Procura. Ieri è andato in scena uno scambio a distanza di accuse fra i due: il primo ha convocato una conferenza stampa, il secondo ha controbattuto con un comunicato stampa volto a denunciare presunti «gravi comportamenti» da parte di Petrosino.
Il consigliere ha parlato di atti illegittimi che a dicembre hanno fatto sì che alla lavoratrice fossero delegati servizi all'anagrafe: «La signora non è dipendente del Comune, dunque non può svolgere attività di ufficiale dell'anagrafe. La Prefettura aveva dato il via libera alla richiesta del sindaco, ma ha poi revocato il provvedimento quando è giunta la segnalazione che non si trattava appunto di una dipendente. Gli atti che la signora ha firmato potrebbero essere illegittimi: siamo dinanzi a una situazione grave che apre anche al tema del ruolo che svolgono le cooperative», ha detto Petrosino in conferenza stampa.
Poche ore dopo è intervenuto Di Marco con una nota per spiegare come sulla vicenda ci siano in corso le verifiche del caso, ma soprattutto per denunciare il comportamento che Petrosino avrebbe avuto venerdì all'interno di un ufficio comunale. «In merito alla denuncia su presunte illegittimità sulla delega di ufficiale anagrafe, sono in corso da parte del sottoscritto sindaco i riscontri da fornire alla Prefettura», scrive Di Marco, «questa vicenda sta assumendo dei contorni gravi. Per questo ho inviato una segnalazione al prefetto, che vale come atto di denuncia, inviato anche alla Procura e al comando provinciale dei carabinieri, per l’accertamento di fatti incresciosi compiuti dal consigliere» che, sostiene il sindaco, «in barba alle limitazioni Covid ha fatto accesso agli uffici comunali compiendo atti di pressione psicologica, usando un linguaggio violento e accusatorio nei confronti di una dipendente comunale, al fine di ottenere dei documenti sulla vicenda». Di Marco ha chiesto un intervento del prefetto al fine «di ricondurre le vicende nei normali binari di formale correttezza istituzionale». Intanto aveva già revocato in via cautelativa il decreto di attribuzione della delega.(v.m.)
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