Castelli, ricostruzione al palo: sono fermi 11 aggregati del 2009

18 Luglio 2022

Il sindaco Seca convoca i privati: «Il 30 settembre è il termine ultimo per presentare i progetti Massima disponibilità con tutti i consorzi, ma intanto l’iter per il commissariamento non si ferma»

CASTELLI. Undici aggregati ancora fermi di cui cinque progetti presentati e sei da presentare e quattro cantieri in corso: è lo stato della ricostruzione privata 2009 nel centro storico di Castelli, la parte più colpita, che stenta a decollare nonostante siano passati tredici anni dal sisma.
Per questo il sindaco Rinaldo Seca giovedì sera scorso ha tenuto un incontro pubblico in piazza Roma al quale sono stati invitati i progettisti, i presidenti dei consorzi e proprietari delle abitazioni per sincerarsi dello stato dell’arte in vista della scadenza del 30 settembre, il termine ultimo per la presentazione dei progetti che riguardano proprio la ricostruzione 2009. «Non sono soddisfatto dell’esito dell’incontro per la scarsa partecipazione che c’è stata», ha dichiarato il primo cittadino, «ringrazio gli interessati che hanno preso parte, ma esprimo rammarico per coloro che non sono intervenuti nonostante era nel loro pieno interesse. Mi auguro che i progetti mancanti siano prossimi alla definizione e che vengano presentati entro la data stabilita per essere ammessi a finanziamento. Come amministrazione continuiamo a essere disponibili con tutti i consorzi per superare eventuali ostacoli, ma proseguiamo nel portare avanti l’iter di commissariamento».
Nel gennaio scorso il Comune ha inviato tramite pec una richiesta di chiarimento ai presidenti degli undici consorzi “dormienti”, cioè che non avevano presentato la progettazione chiedendo una relazione puntuale delle attività svolte e in programma pena l’avvio, senza preavviso, dei commissariamenti. Un’azione che ha sbloccato la situazione almeno progettuale in cinque di essi, ma sei sono ancora fermi. «Andremo avanti con i tecnici comunali per valutare se i progetti fermi lo sono a causa di problemi oggettivi o per inerzia e in quest’ultimo caso scatterà il procedimento annunciato. È vero che il Piano di ricostruzione del centro storico è stato approvato nel 2017», ha proseguito , «sono stati tollerati i ritardi dovuti agli ulteriori terremoti e ai problemi legislativi e della pandemia, ma a oggi il problema della sovrapposizione è stato risolto e questi ritardi non possiamo più permetterceli».
È terminata, invece, la ricostruzione 2009 fuori dal perimetro del centro storico, mentre quella del 2016 procede speditamente. Una buona marcia è stata ingranata da quella pubblica con l’inaugurazione a breve del nuovo municipio. «La ricostruzione pubblica a Castelli rivendica un primato quasi unico, se non unico, con uno stato di avanzamento di gran lunga superiore in termini percentuali alla ricostruzione privata», dice ancora Seca, « «il nostro impegno non si ferma e mi preme ancora una volta lanciare un invito a dare il massimo affinché per il 30 settembre si raggiunga l’obiettivo di far partire tutti i cantieri».
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