Cavallari scrive a Pizzi: «Il Comune chieda i fondi regionali per sistemare le scuole»

17 Aprile 2018

La città di Teramo non deve perdere l’occasione di utilizzare i cospicui fondi messi a disposizione dalla Regioner per sistemare le scuole ed adeguarle alle normative antisismiche. È questo il senso...

La città di Teramo non deve perdere l’occasione di utilizzare i cospicui fondi messi a disposizione dalla Regioner per sistemare le scuole ed adeguarle alle normative antisismiche. È questo il senso di una lettera aperta che il candidato sindaco Giovanni Cavallari ha inviato al commissario prefettizio del Comune di Teramo Luigi Pizzi per esortarlo a presentare la domanda di richiesta dei fondi entro i termini stabiliti. «Ho appreso che la Regione Abruzzo», scrive Cavallari, «ha pubblicato un bando con il quale si pone una dotazione finanziaria di circa 60 milioni di euro a favore dei Comuni abruzzesi, per interventi di edilizia scolastica che potranno riguardare le nuove costruzioni, ma anche e soprattutto quelle esistenti, al fine del potenziamento della resistenza statica e sismica. In una città come Teramo, duramente colpita dal terremoto, è una priorità assoluta garantire che i nostri figli frequentino scuole sicure, glielo chiedo da padre e da candidato sindaco al Comune di Teramo nelle ormai prossime elezioni amministrative. Per accedere ai finanziamenti previsti dal bando denominato “Piano triennale regionale di edilizia scolastica 2018-2020” è necessario fare domanda entro 40 giorni a partire da oggi, lunedì 16 aprile 2018. Sono a pregarLa di voler cortesemente porre in essere gli adempimenti burocratici richiesti, in modo da dare la possibilità al Comune di Teramo di usufruire dei fondi stanziati dalla Regione». Nella nota che accompagna la lettera aperta, per sottolineare ulteriormente l’urgenza della richiesta, Cavallari polemizza con «l’irresponsabilità del centrodestra teramano che, per proprie beghe, ha abbandonato la città in un momento di enorme difficoltà, in piena emergenza, rischia di penalizzare in maniera irrevocabile le attività di messa in sicurezza e ricostruzione».