Ceci: «L’Ater non può accelerare le procedure della ricostruzione»

27 Luglio 2022

La presidente stoppa in partenza le polemiche su eventuali ritardi: «Da certi principi amministrativi non si può derogare. E per molti edifici è emersa la necessità della demolizione, che allunga i tempi»

TERAMO. «La ricostruzione Ater segue il cronoprogramma nel rispetto delle leggi e delle esigenze degli inquilini». Comincia così una lunga nota della presidente dell’Ater Teramo, Maria Ceci, che intende «ridefinire nel solo interesse dei cittadini e, in particolare, degli assegnatari degli alloggi Ater, i contorni chiari dello stato dell’arte del nostro impegno. Ciò anche nelle more dell’inevitabile e sano confronto democratico che precede un appuntamento elettorale, al fine di evitare il rischio di trasformare in responsabilità quello che è, al contrario, il doveroso rispetto delle regole e delle leggi».
In sostanza, Maria Ceci – che non fa politica, ma ha avuto il delicato incarico all’Ater in quota Lega – con questa nota sembra voler stoppare in partenza eventuali prese di posizione politiche contro l’operato suo e dell’azienda che si occupa di edilizia residenziale pubblica, in particolare sui tempi della ricostruzione. E non a caso lo fa all’inizio di una lunga stagione elettorale che vedrà susseguirsi politiche, comunali a Teramo e regionali. Ceci, si legge, «tiene a riferire, a tutta la collettività interessata, di preferire la certezza dell’attività procedimentale della ricostruzione post-sisma, suggellata da patti che cristallizzano il rigoroso rispetto dei principi amministrativi e che offrono garanzia di sicurezza e di legittimità delle attività».
La presidente fornisce poi un quadro dell’attuale situazione del post-sisma ricordando, in premessa, che «gli alloggi danneggiati sono 678, distribuiti su 61 edifici dei quali 31 nel comune di Teramo. È facilmente intuibile come un numero così importante di interventi richieda una programmazione e la gestione di un cronoprogramma, condiviso e sinergico con l’Ufficio speciale della ricostruzione, che pretende passaggi che non possono e non devono essere accelerati, a garanzia dell’interesse pubblico e degli stessi inquilini. Ma abbiamo adottato ogni possibile soluzione al fine di garantire uno snellimento di tutte le procedure, anche elaborando nuove prassi, come nel caso di uno degli edifici di Montorio al Vomano, con la contemporanea gestione di ricostruzione e Superbonus 110%, autorizzata da Regione Abruzzo e Agenzia delle Entrate, destinata a diventare caso di scuola e progetto ripetibile». Ceci evidenzia che il Superbonus «ha provocato, a livello nazionale, una sostanziale modifica delle condizioni di mercato, con l’intuibile riflesso anche sullo stesso cronoprogramma Ater» e ricorda che «in fase di ricostruzione e, quindi, di progettazione dell’intero patrimonio, è emersa la necessità, su più edifici, di modificare il tipo di intervento: laddove inizialmente era stata ipotizzata la ricostruzione (miglioramento o adeguamento), a seguito di prove sui materiali è stata rappresentata all’Ater la possibilità di procedere a demolizione. Questa soluzione, inizialmente circoscritta a pochi edifici, sta divenendo una scelta estesa a una elevata percentuale di edifici nella certezza che sia la strada miglior, per garantire ai nostri inquilini il ritorno in case sicure; ma una scelta come questa sottintende, oltre alla complessità dei procedimenti, anche la necessità di ottenere ulteriori somme».
La situazione attuale fotografata da Maria Ceci è dunque questa: 11 cantieri avviati e affidamenti in fase di conclusione per altri cinque edifici. Per ulteriori otto «sono state effettuate tutte le previste indagini e prove sui materiali e rimesse le relative relazioni, quindi si va verso la definitiva aggiudicazione».(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.