Centinaia di ucraini tra i banchi insieme ai coetanei italiani

13 Settembre 2022

Per loro non sono disponibili mediatori linguistici e culturali Ogni istituto adotta soluzioni proprie per integrarli meglio

ROSETO. Il primo giorno di scuola in provincia di Teramo, in particolare nei grandi comuni della costa, ha visto la presenza nelle classi di alcune centinaia di bambini e ragazzi ucraini fuggiti dalla guerra con le loro famiglie. Non una novità assoluta, perché buona parte di loro aveva già cominciato a frequentare le scuole italiane in primavera, ma comunque un elemento di forte impatto sul sistema scolastico provinciale.
A Roseto gli alunni ucraini nei due istituti comprensivi del territorio sono 175 e qualche difficoltà, in particolare nell’istituto comprensivo Roseto 1, è legata all’integrazione nelle classi a causa della mancanza dei mediatori linguistici, come evidenzia la dirigente scolastica Lara Di Luigi. «Attualmente abbiamo nelle nostre scuole tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola media, 105 ucraini», spiega Di Luigi, «dei quali 68 presenti già dallo scorso anno scolastico e 37 nuovi. La criticità più grande è la mancanza dei mediatori culturali: la maggior parte di questi bambini, purtroppo, non parla inglese, e dunque si ha la necessità di avere dei mediatori che parlino russo o ucraino». Per ovviare a questo problema Di Luigi ha pensato di attivare nella scuola dei corsi pomeridiani di alfabetizzazione di italiano. «Anche la dirigente che mi ha preceduto, Maria Gabriella Di Domenico, aveva attivato questi corsi lo scorso anno», dice Di Luigi, «e comunque durante la stagione estiva, grazie all’aiuto di professori in pensione, le strutture alberghiere che ospitano questi bambini hanno provveduto a organizzare dei corsi di italiano». Un’altra criticità emersa è quella legata al trasporto scolastico, in particolare per le scuole di Cologna Spiaggia, ma Di Luigi precisa che «si sta lavorando in sinergia, ufficio scolastico, protezione civile e amministrazione comunale, per risolvere questi problemi». Nell’istituto comprensivo Roseto 2, invece, ci sono in totale 70 ucraini, di cui 25 nuovi, ma la situazione a detta della dirigente scolastica Anna Elisa Barbone è più tranquilla. «Li abbiamo distribuiti nelle varie scuole, due o al massimo tre per classe», afferma Barbone, «noi dalla scorsa primavera abbiamo superato il problema dell’assenza di mediatori culturali con l’assunzione di una psicologa di madrelingua ucraina, che ci aiuta non solo nel supporto psicologico ma anche nel creare un canale di comunicazione con queste famiglie. Non c’è nessuna emergenza perché noi abbiamo in totale, per tutte le scuole dell’istituto, 1.200 studenti, e 70 ucraini rappresentano una minima parte gestibile. Comunque per quanto riguarda i mediatori culturali dovrebbe pensarci l’amministrazione comunale».
MARTINSICURO. Ieri, alla riapertura delle scuole di Martinsicuro, tra infanzia, primaria e secondaria sono entrati 1.300 alunni di cui 53 bambini ucraini che alloggiano negli hotel e nelle case private della cittadina. Al momento non sono a disposizione dell’istituto comprensivo Pertini mediatori linguistici e culturali ma le scuole di Martinsicuro, il comune più multietnico del Teramano, sono preparate da anni ad accogliere e assistere alunni stranieri. «Non abbiamo grosse difficoltà a gestire gli alunni che arrivano dall’Ucraina», le parole della dirigente Barbara Rastelli, «anche se da tempo non sono più a disposizione gli assistenti linguistici e culturali per gli stranieri e non abbiamo fondi propri per provvedere. Comunque siamo in grado di risolvere internamente questi problemi grazie all’esperienza maturata dal corpo docente. Per i bambini dell’infanzia, dai 3 ai 6 anni, è facile l’apprendimento della nostra lingua, che avviene in maniera naturale e veloce. Per i più grandicelli ogni giorno vi è un impegno di tutti affinché si riesca a trovare un filo conduttore con gli studenti». La dirigente Rastelli vuole anche ringraziare la comunità cittadina, alla quale era stato chiesto di mettere a disposizione degli alunni ucraini libri scolastici e grembiuli, nuovi o usati. «In molti hanno risposto all’appello», conclude la dirigente.
Luca Venanzi
Sandro Di Stanislao
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