Centrale Enel, nuova incognita sul trasloco
È da verificare il rischio di esondazione nell’area di contrada Gattia scelta per ricollocare l’impianto
TERAMO. Sul trasferimento della centrale elettrica della Cona in contrada Gattia spunta un’altra incognita. È quella legata al rischio esondazione nell’area, di proprietà dell’istituto zooprofilattico, indicata finora come la più adatta ad ospitare l’impianto. Il terreno si trova in prossimità del Tordino e dunque ne va valutato il grado di sicurezza in caso di piena del fiume.
Il problema è emerso ieri nel corso dell’incontro in Regione, al quale hanno partecipato anche rappresentanti di Comune, Provincia, Enel, Terna e comitato di quartiere della Cona, per analizzare aspetti tecnici dell’intervento da 9,5 milioni di euro da finanziare con fondi del Masterplan e delle due società che gestiscono produzione e distribuzione dell’energia elettrica. Proprio queste ultime, che in precedenti riunioni hanno assunto l’impegno di sborsare 7 milioni a copertura dei costi dell’opera, hanno evidenziato la necessità di verificare il grado di pericolo di allagamento dell’aera in caso di esondazione del Tordino prima di procedere con la progettazione e l’avvio del trasferimento della centrale.
Il Comune, indicato come ente attuatore dell’intervento, di concerto con Enel e Terna, nei prossimi mesi dunque dovrà raccogliere i dati necessari tramite un esperto incaricato dei controlli nella zona. «Vorremmo che tutto si risolvesse nel più breve tempo possibile», fa sapere Domenico Bucciarelli, presidente del comitato civico della Cona, «e che si arrivasse al risultato per il quale continuiamo a batterci». Il rischio è che l’area di contrada Gattia non risulti idonea. «A quel punto se ne dovrà individuare un’altra», osserva il presidente, «ma questo compito spetterà alle istituzioni». Bucciarelli sollecita i candidati sindaco a farsi carico della questione e torna alla carica sui mancati interventi alla Cona finanziati con i fondi del cosiddetto “contratto di quartiere”.
In ballo ci sono 1,7 milioni di euro, residui da finanziamento di 5 milioni messo a disposizione oltre dieci anni fa dal ministero delle Infrastrutture, da destinare a opere di manutenzione stradale. Secondo Bucciarelli, però, il Comune non ha ancora messo a punto i progetti degli interventi da realizzare con i fondi che rischiano di andare persi. «L’inerzia amministrativa continua», fa sapere Bucciarelli, «mentre le condizioni delle zone interessate peggiorano». Per questo annuncia iniziative pubbliche di protesta. ( g.d.m.)
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