Centrale Enel, trasferimento a rischio

Entro gennaio il progetto va presentato in Regione, altrimenti svaniranno i 2,5 milioni stanziati tramite il Masterplan
TERAMO. Gli ostacoli per il trasferimento della centrale elettrica della Cona non sono finiti. Bisogna fare in fretta e con meno soldi del previsto. Il sollecito a predisporre quanto prima il progetto preliminare dell’intervento arriva dalla Regione, pronta a finanziarlo con 2,5 milioni prelevati dai fondi destinati al Masterplan. Entro gennaio, al massimo febbraio, il Comune dovrà presentare le carte elaborate dall’Enel per ricollocare la centrale dall’altra parte di via Cona, a pochi metri di distanza rispetto alla sua posizione attuale. Altrimenti c’è il rischio di veder volatilizzati i finanziamenti previsti. Il sollecito è stato raccolto ieri mattina dall’assessore al “governo della città” Stefania Di Padova, che è andata all’Aquila proprio per un aggiornamento da parte degli uffici regionali sulla tempistica dell’opera.
L’accelerazione, quando ormai mancano quattro mesi scarsi alla scadenza del termine, si rende necessaria anche perché sullo stanziamento promesso pende la minaccia del rastrellamento governativo. L’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, infatti, è a caccia di risorse per finanziare le misure sociali da attivare con la nuova legge di bilancio e in Regione c’è il timore che nella rete possano finire anche i soldi del Masterplan destinati a opere che non saranno definite a stretto giro. Il pericolo, insomma, è che si riproponga la stessa situazione già vissuta per i progetti del cosiddetto “bando per le periferie” che ha congelato fino al 2020 i 16 milioni di euro assegnati a interventi di riqualificazione in città. Da qui deriva dunque l’urgenza di dotarsi a stretto giro del progetto per il trasloco della centrale. L’intervento, rispetto alle ipotesi di partenza, ha già subìto un drastico ridimensionamento. Il possibile trasferimento in contrada Gattia, su un terreno di proprietà dell’istituto zooprofilattico “Caporale”, che pure sembrava ben avviato, è tramontato per l’eccessivo peso economico dell’operazione. Farla saltare del tutto a causa di lungaggini tecnico-burocratiche equivarrebbe all’ennesimo schiaffone al territorio e ai cittadini della Cona che vedono avvicinarsi il traguardo della realizzazione di un’opera attesa da oltre vent’anni. Lo spostamento della centrale e la trasformazione dell’area di risulta in una piazza, peraltro, andranno concretizzati con i soli 2,5 milioni del Masterplan. L’Enel, infatti, non sarebbe disposta a contribuire economicamente all’operazione. Si concretizzerebbero così i timori manifestati dal sindaco Gianguido D’Alberto, che nelle settimane scorse ha evidenziato la mancanza di atti concreti da parte della società elettrica a sostegno della disponibilità, espressa a parole, verso un impegno anche finanziario per lo spostamento della centrale. Resta da capire, dunque, se i soldi disponibili basteranno a dare compiutezza all’intervento. La certezza ci sarà quando l’Anas presenterà il progetto al Comune e si potrà così stilare la convenzione con la Regione per impegnare il finanziamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

