Centri storici del cratere: mancano 66 domande

Riguardano altrettanti aggregati per i quali scatterà il commissariamento Maglia nera a Fano Adriano con 45, Montorio recupera e si ferma a cinque
MONTORIO AL VOMANO. Una fotografia completa dello stato della ricostruzione post-sisma 2009 nei centri storici dei comuni del cratere (Montorio, Pietracamela, Castelli, Colledara, Tossicia, Penna Sant’Andrea, Arsita e Fano Adriano). È il lavoro svolto dall’Ufficio per la ricostruzione di Fossa dopo la scadenza, lo scorso 30 settembre, del termine per la presentazione della domanda per la concessione del contributo per le pratiche degli aggregati ancora fermi (con la possibilità, entro marzo, di integrarla con i progetti e la documentazione richiesta). Una procedura pensata per dare una svolta a una ricostruzione che ha subìto notevoli rallentamenti soprattutto nei centri storici, nei quali c’è stata un’approvazione tardiva dei piani di ricostruzione e che prevede la possibilità per le pratiche non ancora presentate di far scattare subito i commissariamenti. Già molti sindaci avevano sollecitato negli anni addietro i presidenti dei consorzi a presentare le pratiche.
Nessun commissariamento, per ora, è all'orizzonte a Castelli, dove sono state presentate le ultime 18 pratiche per un importo di 23,5 milioni. «Tutti i progetti sono stati presentati almeno nella documentazione minima», dice il sindaco Rinaldo Seca, «al momento non ci sono aggregati attenzionati dall’ipotesi di commissariamento, ma rimarremo vigili affinchè la ricostruzione privata mantenga il ritmo assunto da qualche anno e che non si verifichino rallentamenti». Stessa situazione ad Arsita dove sono state presentate le ultime ei pratiche e a Penna Sant’Andrea dove è stata presentata l'ultima pratica per 1,6 milioni di euro; il sindaco Severino Serrani ha spiegato che «in un aggregato sono in corso i lavori, cinque sono in corso di istruttoria e per uno è stato presentato il progetto il 30 settembre». Rischio concreto di commissariamento nei comuni di Colledara per quattro pratiche e un milione di euro di lavori, a Tossicia per cinque pratiche e 4,3 milioni, a Pietracamela per sette pratiche e due milioni e a Montorio per cinque pratiche e un milione. Un dato comunque positivo per Montorio, considerato che nel febbraio del 2021 solo nel centro storico del capoluogo erano 34 gli aggregati, per un valore di 70 milioni di euro, che non avevano presentato le pratiche. «Finalmente la ricostruzione sisma 2009 avanza», dice il sindaco Fabio Altitonante, «al 30 settembre sono state presentate 107 domande sulle 112 attese, un risultato ottenuto grazie all’impulso dato dalla nostra amministrazione e alla preziosa collaborazione con l’Usr. Ora c’è tempo fino al 31 marzo affinchè le 67 pratiche si accompagnino con i progetti pena commissariamento, mentre i cinque aggregati che non hanno presentato la domanda potranno già essere commissariati. Montorio e le frazioni stanno rinascendo e non è più tempo di rinvii: ora si deve ricostruire!».
Maglia nera per Fano Adriano dove sono 45 per un importo di 12,5 milioni di euro le pratiche da commissariare, più della metà degli aggregati danneggiati. «Sono fortemente amareggiato per lo stato della ricostruzione nel mio comune», lamenta il sindaco Luigi Servi, «eppure sono primo cittadino da tre anni e più volte, esponendomi in prima persona, ho convocato presidenti e tecnici degli aggregati, ma con scarsi risultati. Ci attiveremo per verificare quanti aggregati dovremo commissariare», conclude, «l’amministrazione non intende più soprassedere a questa situazione».
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