Centro rifiuti, ennesimo rinvio Slitta ancora il dissequestro

Il provvedimento era atteso per lunedì scorso, ma il sindaco ha annunciato che non è stato depositato La piattaforma per gli ingombranti all’autoporto è stata messa a norma dopo la chiusura di tre anni fa
ROSETO. Ennesimo rinvio per la riapertura del centro di raccolta di rifiuti ingombranti all’autoporto, chiuso da tre anni e mezzo in seguito al sequestro del luglio 2017 da parte della Guardia di Finanza per il fondo e le recinzioni non a norma. La precedente amministrazione, dopo i lavori di messa a norma conclusi a giugno 2020, ne aveva chiesto il dissequestro, e il provvedimento nel merito da parte del giudice Enrico Pompei era atteso per lunedì scorso. Ma c’è stato un rinvio del provvedimento e così il sindaco Mario Nugnes che sperava di riaprire il centro tra le fine dell’anno e l’inizio del 2022, è costretto ad attendere.
A pagare le conseguenze di questo ennesimo rinvio sono i cittadini, abituati per diversi anni a conferire i propri rifiuti ingombranti quasi tutti i giorni nel centro presentando la carta d’identità e l’ultima bolletta della Tari pagata: la struttura infatti è pronta da un anno e mezzo ormai con il nuovo fondo, i segnali direzionali a terra, la nuova recinzione e la cartellonistica con tutte le disposizioni per l'emergenza Covid 19, ma senza il provvedimento del dissequestro non può essere riaperta. È una chiusura che comporta disagi ai cittadini, costretti a prenotare il ritiro dei propri rifiuti ingombranti e ad attendere a volte anche oltre un mese. La Diodoro ecologia, la ditta che gestisce la raccolta porta a porta e il ritiro degli ingombranti, fatica a soddisfare tutti nel breve termine perché è subissata di chiamate ogni giorno, e molti cittadini che hanno urgenza di buttare i rifiuti ingombranti sono costretti ad andare nei centri dei comuni limitrofi, pagando però per il conferimento. Di fronte al centro dell’autoporto, inoltre, permane da tempo una discarica a cielo aperto con gomme e rifiuti vari, essendo una zona “nascosta” e senza telecamere di videosorveglianza.
L’attuale amministrazione è determinata a riaprire al più presto l’area, per poi sedersi a un tavolo con il direttore dei lavori e la ditta che sta realizzando i nuovi centri di raccolta rifiuti e del riuso a sud dello stadio Fonte dell’Olmo e valutare se è possibile rimodulare i progetti e, magari, modificare la loro localizzazione. Sono state raccolte anche 1.312 firme da parte del comitato “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella” contro la localizzazione dei due centri, ed è partito anche un ricorso al Tar, pendente, presentato da diverse associazioni, cittadini e attività commerciali, per bloccare i progetti.
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