Centro rifiuti, i privati pronti a chiedere i danni al Comune

8 Ottobre 2020

Le due società che hanno fatto investimenti nella zona: «Perdite economiche e di posti di lavoro» Anche loro faranno ricorso al Tar insieme a residenti e associazioni, oggi se ne discute in consiglio 

ROSETO. «Se dovessero realizzare i centri di raccolta rifiuti e del riuso la Sanstefar potrebbe non insediarsi nella struttura realizzata dalla D.I.S. project e l’azienda stessa rischierebbe un danno economico di circa un milione di euro. Di conseguenza potremmo anche richiedere un risarcimento danni al Comune». A lanciare l’allarme è Francesco Giannace, avvocato della D.I.S. project, che ha realizzato lo stabile accanto al terreno, a sud dello stadio Fonte dell’Olmo, dove sono previsti i centri di raccolta rifiuti e del riuso.
Nella struttura c’è già un centro medico-sportivo, che aprirà a breve e dovrebbero insediarsi nei prossimi mesi la Sanstefar, il centro ambulatoriale di riabilitazione attualmente sistemato al primo piano del palazzo Monti, e una palestra. Oltre al danno economico per la D.I.S. project, c’è anche l’aspetto non secondario dei posti di lavoro previsti tra la Sanstefar e la palestra. «Circa 40 persone andrebbero a lavorare nel centro di riabilitazione», precisa Giannace, «e una decina nella palestra. Venendo meno questi due insediamenti, ovviamente, non si creerebbero neanche questi posti di lavoro. Possibile non si capisca che realizzare i due centri in quel terreno non è opportuno? Ci sarebbe già un’area predisposta, dove peraltro è già presente un centro di raccolta, ed è l’autoporto». Giannace inoltre annuncia che la D.I.S. project, insieme alle altre attività commerciali presenti in zona, ovvero Globo e Acqua & Sapone, presenterà un ricorso al Tar contro la realizzazione dei centri di raccolta e del riuso nel terreno a sud dello stadio Fonte dell’Olmo, probabilmente insieme alle associazioni e comitati. «Dobbiamo valutare nei prossimi giorni se presentarne due distinti o farne uno unico», spiega Giannace, «è probabile che lo faremo insieme ai comitati e associazioni contrari alla localizzazione dei due centri».
A confermare il ricorso al Tar è anche Andrea Vignoli, avvocato della Cosmo spa-Globo. «Ci uniremo anche noi», aggiunge Vignoli, «la Globo ha investito molto in quella zona, creando una struttura più grande rispetto a quella precedente in piazza Marco Polo, e sinceramente sapere che a pochi metri saranno realizzati un centro di raccolta rifiuti e uno del riuso non fa piacere. Spero che l’amministrazione possa cambiare idea nel merito». Tra gli aspetti contestati dalle attività commerciali, in linea con i vari comitati e associazioni, c’è anche quello della viabilità, già critica ora, che con gli eventuali insediamenti della Sanstefar e della palestra aumenterebbe.
I comitati e le associazioni inoltre, ovvero i comitati “Fonte dell’Olmo”, “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella dello sport”, quello delle associazioni sportive “No al centro di raccolta” e l’associazione “Ascom”, ribadiscono come nella relazione tecnica del progetto, a pagina 40, tra i rifiuti previsti c’è in realtà anche l’umido nel container tipo 2. «Sia a Giulianova sia a Pineto», afferma Lorena Mastrilli, presidente del comitato “Fonte dell’Olmo”, «i centri di raccolta sono in periferia e non nel centro cittadino. Inoltre l’altro ieri a Pineto alcuni rifiuti hanno preso fuoco. Se si dovesse verificare una cosa del genere a roseto cosa accadrebbe? E poi non capiamo perché il centro di raccolta all’autoporto, pronto ormai da oltre 6 mesi, ancora non riapre». Intanto questa sera, in consiglio comunale, è prevista la discussione di due delibere relative proprio al centro di raccolta rifiuti e al centro del riuso, l’ultimo atto prima della presentazione dei progetti esecutivi, dopo di che il Comune procederà ai bandi di gara.
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