Centro storico bello di notte ma durante il giorno è un deserto

6 Marzo 2016

La crisi sta falcidiando le attività tradizionali, ma vanno bene i locali che aprono la sera Un edicolante: «Poca gente in giro». Il titolare di una birreria: «L’intrattenimento serale funziona»

GIULIANOVA. Il centro storico è in agonia secondo il consigliere d’opposizione Laura Ciafardoni, mentre per il sindaco Francesco Mastromauro è, al contrario, pieno di vita. Ma cosa ne pensano i commercianti e i residenti, che il centro storico lo vivono in prima persona tutti i giorni? Ebbene, quello che salta agli occhi, da un po’ di tempo a questa parte, è che si sta delineando una profonda differenza tra le ore diurne e quelle notturne: i negozianti che lavorano di giorno soffrono la mancanza di clientela, mentre i locali notturni hanno fatto riscoprire le bellezze del centro storico dopo il tramonto.

«C’è poca gente in giro», commenta Davide Giorgini, proprietario dell’edicola Belvedere, «perché non ci sono attività. Quelle che hanno cercato di inserirsi già stanno chiudendo. Nemmeno il sabato al mercato viene più nessuno». Di qui all’inizio dell’estate, infatti, il centro storico perderà tre attività, mentre una in piazza della Libertà ha già abbassato le saracinesche. Un paio di negozi si trasferiranno al Lido, dove, si spera, ci sia più movimento, e altri invece chiuderanno il punto vendita del paese per trasferirsi in un locale di proprietà, sempre alla spiaggia.

«C’è quel bell’immobile dell’ex tribunale», prosegue l’edicolante, «che è inutilizzato da tempo. Rimetterlo a posto garantirebbe anche un flusso continuo di gente. Quali sono le cause di questa mancanza di clienti? La grande distribuzione ha fatto chiudere le piccole realtà».

Delle catene che hanno aperto in città o subito fuori si lamentano un po’ tutti i commercianti, indipendentemente che siano del paese o del lido. È chiaro che, puntando più sulla quantità che sulla qualità, i centri commerciali vendono a prezzi di molto inferiori rispetto al semplice esercente Se i negozi arrancano, le molte attività di intrattenimento che hanno aperto in centro storico, stanno invece vivendo un momento favorevole. «Non ci lamentiamo», commenta Andrea Nardi, proprietario della Birreria degli Acquaviva in piazza Buozzi, «lentamente il centro storico sta diventando un luogo sempre più frequentato grazie all’offerta varia e di qualità. I locali sono fatti molto bene, dal punto di vista architettonico. È ovvio che i negozi subiscono una concorrenza spietata da parte dei centri commerciali, mentre l’intrattenimento serale è qualcosa di unico e tipico. È anche vero che non si può surrogare una cena sul web, altro filone che crea concorrenza ai negozianti, e questo aiuta le attività di ristorazione».

Dal punto di vista dei residenti invece, oggi come ieri, si avverte un netto distacco tra la parte sud del centro storico, che termina virtualmente all’altezza di piazza Dante, e quella nord, la cosiddetta “Rocca”. «Sono anni che ripetiamo che c’è un centro storico di serie A e uno di serie B», sostiene Anna Braca, presidente del comitato di quartiere Centro storico, «Si deve fare una politica diversa, dopo piazza Dante il paese è morto. La realtà di fatto è questa. il Comune dovrebbe incentivare l’apertura di nuove attività».

Margherita Totaro

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