Centrodestra compatto, Pd in difficoltà

13 Maggio 2018

Le liste nei centri teramani nascono anche dall’onda lunga del voto politico. Ma i 5 Stelle corrono solo in 5 centri su 10

TERAMO. La presentazione delle liste ha definito il quadro della tornata amministrativa in provincia di Teramo, una tornata importante visto che vede al voto il capoluogo, Silvi (città di oltre 15mila abitanti) e altri tre centri di rilievo come Alba Adriatica, Atri e Montorio. I comuni coinvolti sono nel complesso dieci, quattro dei quali (Teramo, Silvi, Montorio e Nereto) non tornano al voto a scadenza naturale, ma perché le loro amministrazioni sono cadute anzitempo. Uno solo dei sindaci defenestrati (Comignani di Silvi) ci riprova.
L’onda lunga del voto politico del 4 marzo ha avuto certamente un riflesso sulla situazione locale. Il centrodestra è lo schieramento che ha fatto meglio, riuscendo a riproporre (sia pure con molta fatica e dopo lunghe trattative) la coalizione nazionale Forza Italia-Fratelli d’Italia-Lega nei due centri principali, Teramo e Silvi, dove ai tre partiti nazionali si affiancheranno gruppi civici. La Lega ha ottenuto il candidato sindaco di Silvi ed è una forza nuova nel territorio molto attesa alla prova del voto locale. Il centrodestra ha invece fatto flop ad Alba Adriatica, finendo per disperdersi in varie liste: effetto anche di un’amministrazione uscente litigiosa e poco incisiva. Quanto al Movimento 5 Stelle, quello che è il primo partito in Italia nel Teramano stenta ancora a calarsi nelle competizioni amministrative. Ci saranno liste pentastellate in cinque centri su dieci e bruciano l’esclusione di Alba, cittadina dove i grillini sono andati fortissimo alle politiche, e quella di Notaresco per vizi formali.
L’effetto 4 marzo è pesantissimo sul centrosinistra e in particolare sul Pd. Che, va detto, nel Teramano era già lacerato da faide interne per conto proprio. La presenza dei Dem, in questa tornata amministrativa, è quasi impalpabile. A Teramo i vertici del partito non sono riusciti a fare la sintesi tra i loro ex esponenti diventati civici D’Alberto e Cavallari, riducendosi a una consultazione interna per scegliere chi appoggiare tra i due; ad Alba gli esponenti di area sono sparpagliati addirittura tra tre liste; ad Atri il partito si appoggia a gruppi civici e riparte dai giovani; a Montorio Dem nuovi e meno nuovi si sono divisi in due dopo che il circolo locale si è ribellato ai vertici provinciali, con il rischio che un comune tradizionalmente “rosso” possa finire al civico di centrodestra Facciolini. L’area di centrosinistra è divisa anche a Nereto e a Silvi ha perso il pezzo più radicale.
Ultima annotazione su quanto è diventato difficile fare politica nei comuni più piccoli. A Controguerra ci sarà solo la lista del sindaco uscente, a Civitella in pratica pure visto che quella spuntata in extremis ieri è la classica “lista civetta” fatta per evitare l’incognita quorum.
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