Centrosinistra, salta l’ipotesi di accordo

Arboretti: «Sarebbe stata una fusione a freddo». Filipponi: «Il tentativo c’è stato ma non è andato a buon fine»
GIULIANOVA. A un passo dall’accordo il Cittadino Governante si è tirato indietro e il centrosinistra si avvia definitivamente diviso in tre pezzi al voto del 26 maggio. La decisione è arrivata netta all’alba di mercoledì con un comunicato che non lascia spazio a dubbi. «La dialettica fra le parti ha evidenziato una mancanza di sintonia verso la prospettiva indicata dal Cittadino Governante. Per questo motivo confermiamo che continueremo a rivolgerci a tutto l'elettorato giuliese assumendo l'impegno di occuparci onestamente, disinteressatamente e con competenza della cosa pubblica, dei diritti di tutti, dei beni comuni». La nota parla di «ampia e appassionata discussione» del direttivo e dei candidati che compongono le liste. «Abbiamo dimostrato disponibilità a tentare di costruire una coalizione progressista e ambientalista», dice Franco Arboretti, candidato sindaco del Cittadino Governante, «accedendo alla richiesta di incontro del Pd e di Bella Giulianova. In quella sede abbiamo fatto presente che sarebbe stato necessario fondare l'intesa su una chiara discontinuità programmatica e politica. Una fusione a freddo fra chi ha governato e chi ha svolto il ruolo dell'opposizione non sarebbe stata fruttuosa per la città che comunque ha urgente bisogno di un profondo cambiamento».
L’ipotesi di Arboretti candidato sindaco del centrosinistra unito aveva suscitato perplessità, soprattutto nel Pd. A molti era sembrato inconcepibile che il Cittadino Governante stringesse un accordo politico con quel Pd che aveva criticato aspramente in tutti gli anni di opposizione in consiglio comunale. E forse proprio questo ha pesato sulla decisione finale di correre autonomamente. Laconico il commento di Gabriele Filipponi, candidato sindaco del Pd, dopo lo strappo: «C’è stato uno sforzo da parte di tutti per riunire la coalizione, ma purtroppo il tentativo non si è concluso in maniera positiva». Filipponi conferma la sua corsa da candidato sindaco del Partito democratico ma non si sbilancia sulla possibilità di avere una seconda lista. Più amareggiato Dino Macera, candidato di Bella Giulianova, la lista della sinistra radicale, e autore dell’appello all’unità che dice: «Crediamo che Arboretti e Il Cittadino Governante abbiano perso l’occasione di fare un ragionamento politico, visto che non possono pensare di farcela da soli. Tra l’altro il tipo di risposta del Cittadino Governante ha sempre un che di saccente, così da creare presupposti di negatività anche se si dovesse pensare ad un loro appoggio nell’ipotesi di ballottaggio». Per Macera la situazione politica è tale che potrebbe non esserci spazio per una forza del centrosinistra al ballottaggio. «Anche se le evoluzioni delle ultime ore hanno provocato delle fibrillazioni», aggiunge, «abbiamo intenzione di andare avanti con il nostro progetto politico, con le componenti della sinistra. Questo è lo spirito con cui ci accingiamo ad affrontare la campagna elettorale».
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