Certificati facili per gli alimenti Gli indagati diventano duecento

22 Marzo 2015

Avvisi di garanzia a titolari di bar e ristoranti, commercianti e a un dipendente dell’Asl teramana Corsi pagati ma mai frequentati, scattano i primi sequestri degli attestati di partecipazione

TERAMO. E’ un’inchiesta dai grandi numeri quella aperta dalla procura su presunti certificati facili a bar e ristoranti. Gli indagati sono diventati duecento e in questi giorni sono scattati i primi sequestri degli attestati dei corsi per la manipolazione degli alimenti. Si tratta di corsi Asl destinati a titolari e dipendenti di bar, ristoranti, esercizi ed imprese commerciali che entrano in contatto con cibi e bevande. Corsi indispensabili per avere il rinnovo dell’autorizzazione sanitaria a manipolare gli alimenti, ma che in molti avrebbero ottenuto pagando e senza partecipare.

Un “malaffare” che, secondo la procura, sarebbe proseguito fino a quando nel 2013 la Asl, durante un normale controllo, si è accorta che qualcosa non andava e ha presentato denuncia. Perché il numero di certificati rilasciati dal relativo ufficio dell'azienda sanitaria, ad un certo punto, sarebbe risultato di gran lunga superiore rispetto ai versamenti che gli interessati avrebbero dovuto effettuare sull'apposito conto corrente. Un'anomalia immediatamente segnalata alla procura, con il pm Stefano Giovagnoni che a dicembre ha iscritto nel registro degli indagati un dipendente della Asl accusato di corruzione, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato e i primi cento privati tra titolari e dipendenti di attività commerciali che rispondono in concorso delle stesse accuse.

Si tratta di accuse gravi e tutte da provare in un successivo ed eventuale iter giudiziario: le indagini, infatti, sono ancora in corso e investigatori e inquirenti attualmente sono ancora impegnati a quantificare le somme di cui l'uomo si sarebbe appropriato ai danni della Asl.

Dice l’avvocato Claudio Iaconi, difensore di un significativo numero di indagati (tutti privati): «La dimensione e la diffusione del fenomeno inducono chiaramente a ritenere che la posizione di numerosi indagati non sia inquadrabile nei termini di cui alle gravissime accuse che attualmente sono loro rivolte. Le indagini difensive in corso faranno certamente chiarezza». Le indagini, partite dopo la segnalazione della stessa azienda sanitaria, avrebbero puntato i riflettori su una miriade di certificati relativi al rilascio o al rinnovo delle relative autorizzazioni per la manipolazione degli alimenti. Gli anni incriminati partirebbero dal 2007, anno in cui il dipendente della Asl avrebbe messo in moto, secondo gli investigatori, il meccanismo volto ad appropriarsi delle somme.

Le somme da versare per il rilascio o il rinnovo dei certificati ( possibile da ottenere solo dopo la frequentazione del corso) oscillerebbero tra i 15 e i 40 euro. Soldi che in molti casi i privati avrebbero pagato direttamente nelle mani del dipendente, che – sempre secondo l’accusa del pm – non li avrebbe versati sul conto della Asl. Da qui per il dipendente anche l'accusa di peculato.

Perché – sempre secondo la ricostruzione della procura – se in alcuni casi, chi pagava quei soldi, partecipava ai corsi ed era del tutto ignaro della truffa, in altri casi gli stessi interessati dopo aver versato le somme dovute si sarebbero risparmiati quelle ore di formazione obbligatoria ricevendo ugualmente il relativo attestato. Almeno secondo quanto sarebbe emerso fino ad oggi nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura che in questi mesi hanno ascoltato numerose persone ed effettuato accertamenti a tappeto. Tra questi proprio il confronto sui nomi e le firme apposte sui fogli di presenza ai corsi: in molti casi, infatti, gli investigatori avrebbero accertato che le firme apposte accanto al nome del partecipante sarebbero false. In molti, infatti, davanti alle domande della polizia giudiziaria avrebbero detto di non aver mai firmato quei fogli. E non è escluso che, nelle prossime settimane, il numero degli indagati possa aumentare. Perché sarebbero ancora molti i periodi interessati che gli investigatori stanno prendendo in esame.

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