Chiarini: «La statua nella rotonda non è una bruttura»

TERAMO. «In che senso imbruttisce?». L'assessore alla cultura Marco Chiarini parte da una domanda per replicare alle critiche sulla scelta di collocare una statua di San Michele Arcangelo nella...
TERAMO. «In che senso imbruttisce?». L'assessore alla cultura Marco Chiarini parte da una domanda per replicare alle critiche sulla scelta di collocare una statua di San Michele Arcangelo nella rotonda davanti al bar "Promenade". Il posizionamento della scultura in bronzo, opera di Venanzo Crocetti e concessa in comodato al Comune dalla Bcc di Castiglione e Pianella che ha rilevato la Banca di Teramo, ha suscitato forti perplessità da parte di un gruppo di artisti ed esperti. Tra questi il consigliere comunale del Pd Alberto Melarangelo che ha definito "da terzo mondo" la scelta dell'amministrazione in quanto otterrebbe l'effetto contrario rispetto a quello voluto di rendere più bello l'incrocio alle porte della città dov'è in allestimento la rotonda al posto del semaforo. A lui, in particolare, è rivolto il quesito dell'assessore.
«Cosa s'intende per imbruttire o abbellire?», insiste, «sarebbe stato meglio chiamare un architetto di fama mondiale per fargli progettare la rotatoria, ma questo avrebbe comportato tempi lunghi e l'impiego di risorse che non tengono conto della situazione attuale». L'assessore riassume il concetto in una frase: «Si può sempre fare meglio, ma questo non è un disastro». La contestazione, fa notare l'assessore, è limitata a una cerchia ristretta di "addetti ai lavori" che non hanno neppure atteso l'installazione dell'opera per valutarne l'effetto. «Chi passerà lì davanti tra dieci anni», osserva Chiarini, «non starà a valutare la contestualizzazione dell'opera».
Il San Michele Arcangelo, secondo lui, ha comunque un legame con il territorio, per cui sarebbe tutt'altro che fuori contesto. Anzi, la decisione di collocare la statua al centro della rotonda sarebbe il frutto positivo di uno nuovo spirito di collaborazione con l'assessorato ai lavori pubblici guidato da Franco Fracassa. Un rapporto che Chiarini definisce «normale e al tempo stesso straordinario» tramite cui misurare anche l'impatto culturale degli interventi sul territorio. «Avremmo potuto anche organizzare un concorso d'idee per scegliere cosa mettere nella rotonda», fa rilevare l'assessore, «ma questo avrebbe comportato una procedura molto più complessa». In ogni caso, da esperti, artisti e cittadini non è arrivata alcuna proposta prima che l'amministrazione annunciasse la decisione su come arredare la rotatoria. «Nessuno ha chiesto di riflettere insieme sulla scelta», tiene a precisare Chiarini, «la partecipazione attiva qui è intesa come critica». Non mancheranno, però, le occasioni di dialogo. «Ci saranno altre rotonde da sistemare», conclude l'assessore, «sono aperto al confronto: ragioneremo pubblicamente del senso del bello e del brutto». (g.d.m.)
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