Chiarini: «Non organizzerò io gli eventi»

4 Giugno 2016

L’esterno mette in chiaro il suo ruolo. Di Sabatino: solo il tempo dirà se c’è stato rinnovamento

TERAMO. «Non organizzerò eventi, non ne sono capace». Si presenta così Marco Chiarini, il nuovo assessore alla cultura voluto dal sindaco Maurizio Brucchi. Polo a maniche corte e barba lunga, il regista racconta le riflessioni e il confronto con amici e collaboratori dopo aver ricevuto la proposta di entrare in giunta. I pareri non erano concordi ma, confessa Chiarini, «il mio ego ha avuto gioco facile». L'artista così accetta la sfida di cimentarsi nell'agone politico-amministrativo prendendo a riferimento le parole di Santa Chiara: «Se lo devi fare, fallo bene». L'eventismo dunque non fa per lui, resterà regista anche nella veste di amministratore. «Presenterò la mia idea al sindaco, la gabbia in cui far scendere tutto quello che dovrà accadere da qui a dieci anni», annuncia, «voglio creare le condizioni perché chi vuole possa organizzare qualcosa al meglio». Un primo obiettivo è già nel mirino: «Dobbiamo far ripartire subito il Premio Teramo».

Nel florilegio di ringraziamenti, pensieri affettuosi per chi non fa più parte della squadra e promesse d'impegno da parte di nuovi e vecchi assessori spicca la battuta di Roberto Canzio. «Non so se devo chiedere scusa per la mia presenza», esordisce consapevole del fatto di aver preso al volo l'ultimo treno in partenza nella notte, «i consiglieri del gruppo mi saranno vicini e spero che il sindaco non debba pentirsi della scelta». Franco Fracassa garantisce «disponibilità e voglia di fare bene», ma chiede un mese per «entrare nel meccanismo».

Se il grado di discontinuità e rinnovamento sarà stato sufficiente «lo dirà solo il tempo». Alfonso "Dodo" Di Sabatino Martina, che a nome di "Teramo soprattutto" è stato tra i più solleciti nell'invocare il "nuovo corso", non si abbandona a profezie ottimistiche. «Di sicuro è stato fatto uno sforzo importante, va riconosciuto al sindaco di essere stato interprete di una difficile composizione», osserva, «adesso però viene la parte più dura». La maggioranza dovrà ritrovare slancio ed entusiasmo, che Di Sabatino Martina vede nella nomina di Chiarini, «mettendosi a lavorare a testa bassa». I numeri della nuova giunta, però, non sono quelli che aveva auspicato. «Lo sforzo e il sacrificio comunque sono stati grandi», conclude, «ma era giusto trovare la quadra anche con una maggioranza più ampia che eviti i problemi legati alla ristrettezza del margine». (g.d.m.)

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