Chiedono soldi all’imprenditore per restituire le ruspe rubate

15 Luglio 2021

Civitella, in due si fanno consegnare seimila euro dopo averlo minacciato con una pistola Fermati dai carabinieri dopo la denuncia della vittima, uno è un ex collaboratore di giustizia

CIVITELLA DEL TRONTO. Il piano era ben organizzato: rubare un camion e un escavatore all’imprenditore edile facendosi poi consegnare seimila euro per la restituzione dei mezzi. Ma l’estorsione è stata bloccata dai carabinieri e per due sono scattate delle misure cautelari. Tra questi c’è anche un ex collaboratore di giustizia calabrese condannato per vari reati che era agli arresti domiciliari a Bellante. I due sono stati fermati sulla base di due ordinanze di custodia firmate dal gip Lorenzo Prudenzano su richiesta del pm Stefano Giovagnoni.
I fatti risalgono allo scorso 24 maggio. Erano le 2 di notte quando i ladri, dopo aver manomesso l’impianto di sorveglianza di un’impresa edile di Civitella del Tronto, rubarono un camion e un escavatore bobcat del valore complessivo di circa 30mila euro. Alcuni giorni dopo il furto F.G., rentenne di Bellante e A.G., cinquantenne di origini calabresi ma da tempo domiciliato a Bellante, si sono presentati al titolare dell’impresa edile e, senza mezze misure, gli hanno riferito che, se avesse rivoluto indietro i due mezzi di cantiere oggetto del furto, avrebbe dovuto consegnare loro la somma di seimila euro. In il cinquantenne particolare, per intimorire la vittima e farla desistere da eventuali propositi di denunciare quanto accaduto ai carabinieri, gli mostrò anche una pistola. L’imprenditore, pochi giorni dopo, ha quindi consegnato la somma richiesta ai due estorsori, senza tuttavia riuscire ad ottenere la restituzione dei due veicoli.
A quel punto, i carabinieri di Civitella del Tronto e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Alba Adriatica, coordinati dal capitano Gianluca Ceccagnoli, che già subito dopo il furto avevano avviato un’intensa attività investigativa per scoprirne i responsabili, hanno scoperto il piano dei due uomini, convincendo la vittima del furto prima e dell’estorsione poi, a denunciare. I militari vibratiani hanno identificato i due inchiodandoli alle loro responsabilità. In particolare, nel corso delle indagini, è stata rinvenuta l’arma utilizzata per minacciare ed intimorire l’imprenditore edile civitellese, rivelatasi una pistola “scacciacani” priva del tappo rosso e con la matricola abrasa.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, su richiesta della procura della Repubblica, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l’indagato di origini calabresi che aveva impugnato la pistola giocattolo per minacciare l’imprenditore mentre nei confronti del suo complice l’obbligo di dimora nel comune di Bellante e di presentazione quotidiana presso la locale caserma carabinieri.
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