Chiesa e canonica dello Spirito Santo di nuovo agibili

Messo in sicurezza il campanile lesionato dai terremoti Minacciava di cadere anche su alcune abitazioni vicine
TERAMO. «Per le scuole serve una programmazione condivisa tra Comune e Provincia». A tenere vivo il dibattito sugli interventi di adeguamento sismico degli edifici scolastici in città, dopo l’annuncio dell’arrivo dei fondi regionali per la messa a norma di alcune strutture cittadine destinate agli studenti, è Maurizio Verna.
Il rappresentante del Pd, ex consigliere comunale e provinciale, parte dal presupposto che in città pioveranno altri finanziamenti milionari per le scuole teramane. «Che questa sarebbe stata la prospettiva dopo il terremoto era chiaro da subito», evidenzia, «la sistemazione del patrimonio edilizio scolastico resta il tema principale della ricostruzione». I lavori necessari per la riparazione dei danni e il miglioramento degli indici di resistenza degli immobili, dunque, offre lo spunto per ripensare globalmente il sistema delle infrastrutture destinate agli studenti. «Vanno colmate non solo le lacune strutturali ma anche quelle funzionali delle scuole», spiega l’ex consigliere, «prendendo in esame, ad esempio, i gravi problemi di accessibilità alle strutture da parte dei diversamente abili». Verna cita la contiguità geografica d’immobili come liceo classico, ex Savini e Milli che, sebbene facenti capo a enti diversi, dovrebbero rientrare in un progetto complessivo di riorganizzazione degli spazi didattici del centro storico. Per questo l’ex consigliere torna a invocare una pianificazione unitaria che coinvolga Comune e Provincia. «Su mia iniziativa è stato approvato un ordine del giorno in questo senso da parte del consiglio provinciale», ricorda, «ma a oltre un anno delle scosse di gennaio non è stato fatto nulla, la pianificazione è a zero».
L’invito rivolto alla politica teramana, benché al momento il Comune sia commissariato, è di prendere in mano il filo della programmazione degli interventi. “Non si può lasciare l’iniziativa a qualche funzionario o all’amministratore di turno”, conclude Verna, “su scelte che segneranno il futuro della città”. (g.d.m.)

