Chili di droga nascosti sotto terra Inflitti quarant’anni di carcere

Sotto accusa teramani, ascolani e albanesi: 8 patteggiamenti e una condanna con l’abbreviato Disposti anche tre rinvii a giudizio. Ci sono anche un’assoluzione e due “non luogo a procedere”
TERAMO. Condanne complessive per 40 anni di carcere, un’assoluzione, due non luoghi a procedere e tre rinvii a giudizio: è un’articolata sentenza, frutto soprattutto di riti alternativi, a scandire in primo grado l’epilogo dell’inchiesta sul maxi traffico di droga scoperto l’anno scorso nel Teramano.
Oltre duecento chili di droga, tra cocaina ed eroina, nascosti sotto terra, e sequestrati in pochi mesi a raccontare, ancora una volta, come il territorio ormai da tempo sia diventato crocevia dello spaccio e punto di incontro di organizzazioni criminali che si spartiscono il mercato. Dei quindici indagati, tra albanesi, teramani ed ascolani, otto hanno patteggiato e uno è stato giudicato con il rito abbreviato.
Al termine dell’udienza preliminare di ieri il giudice Francesco Ferretti così si è pronunciato: 5 anni a Kasa Afrim, 34 anni, albanese (patteggiamento); 5 anni a Tommaso Colacioppo, 44 anni, di San Benedetto del Tronto (patteggiamento); 5 anni a Rexhep Kumrija, 22 anni, albanese (patteggiamento); 5 anni a Martin Kamxhiu, 32 anni, albanese (patteggiamento); 2 anni e 8 mesi a Daniele Malafronte, 37 anni, di Fermo (patteggiamento); 5 anni a Izet Sufa, 44 anni, albanese (patteggiamento); 4 anni e 6 mesi a Ervin Cili, 42 anni, albanese (patteggiamento); 4 anni e 6 mesi a Michele De Marino, 42 anni, di Bari.
Sono stati rinviati a giudizio, prima udienza a maggio, il teramano Domenico Giancola, 47 anni, Adriano Di Antonio, 43 anni, e Fabrizio Pompizii, 55 anni. Condanna a due anni di reclusione per il teramano Roberto Tarquini, 49 anni, giudicato con un rito abbreviato. Assoluzione per Orges Demiri, albanese di 31 anni; non luogo a procedere per David Fiori, 29enne di San Benedetto del Tronto e per un albanese che è attualmente latitante.
La droga interrata il più delle volte era nascosta nelle buste di una catena di supermercati del nord Europa e questo aveva consentito alla polizia di accertare come uno dei canali di rifornimento fosse proprio quello del nord Europa mentre l’altro era quello del sud Italia. Con, secondo gli investigatori, gli albanesi ad occuparsi del rifornimento, i locali ad occuparsi dello spaccio al dettaglio con in molti casi la consegna “porta a porta delle dosi” a centinaia di clienti tra cui vari professionisti. Lavoravano tutti singolarmente, non viene contestata l’associazione, e solo in alcune occasioni si sono avvalsi degli stessi fornitori, dello stesso corriere marchigiano e dello stesso camionista pugliese che portava i carichi. Le indagini portate avanti l’anno scorso dalla squadra mobile, su delega del sostituto procuratore Laura Colica, sono andate avanti per mesi con gli investigatori che hanno messo insieme intercettazioni ambientali, pedinamenti e accertamenti partiti dopo il maxi sequestro di droga scattato nel novembre del 2022 a Floriano di Campli: in un vecchio casolare venero trovati 16 chili di eroina. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Gianluca Di Feliciantonio, Paola Pedicone, Maurizio Cacaci, Tiziano Rossoli, Fabio Meco, Antonio Valentini, Massimo Tonoli, Giulio Cola, Pier Francesco Manisco.
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