Chiude il tendone-chiesa Fedeli senza luogo di culto

13 Settembre 2017

Montorio, il sindaco annuncia che dal 1° ottobre farà smantellare la struttura «Non è più idoneo ed è pericoloso. Dovremo trovare un’altra soluzione»  

MONTORIO. Poter ascoltare una messa è un lusso? Potrebbe diventarlo a breve, a Montorio capoluogo, dove il sindaco Gianni Di Centa ha annunciato la rimozione del tendone provvisoriamente adibito a chiesa, nel parcheggio pubblico di largo Tom Di Paolantonio, dopo che tutti gli edifici religiosi sono risultati inagibili. La struttura, che servì ad ospitare subito dopo il terremoto di Amatrice gli sfollati che avevano la casa inagibile, divenne presto la chiesa temporanea, molta fredda durante l’inverno, dove passava aria e acqua visto che è fissata direttamente sull’asfalto, e troppo calda d’estate tanto da costringere i fedeli spesso ad ascoltare la messa fuori.
Montorio, infatti, già fortemente penalizzata dal terremoto dell’Aquila, che aveva reso inagibili le chiese di Sant’Antonio, San Filippo e I Cappuccini, con gli eventi sismici dell’agosto dell’ano scorso e dei mesi seguenti, ha perso anche San Rocco e gli Zoccolanti, rimanendo difatti esattamente da un anno senza nessuna chiesa agibile. Oltre cinquemila fedeli sono rimasti senza un luogo dove potere ascoltare la messa. Di qui l’utilizzo del tendone fino ad oggi. Ma è di qualche giorno fa la lettera inviata dal primo cittadino al parroco, al vescovo, al commissario alla ricostruzione e alla Regione in cui annuncia la rimozione del tendone.
«Superata la fase emergenziale, a seguito della sistemazione delle persone in albergo o in altre abitazioni», scrive il sindaco, «la tensostruttura rimasta è stata utilizzata per lo svolgimento delle funzioni religiose, in considerazione dell’inagibilità di tutte le chiese del capoluogo». Ma la soluzione adottata provvisoriamente «per le caratteristiche costruttive e dimensionali (tendone costituito da elementi in ferro e copertura e chiusura in telo plastificato)», si legge ancora nella missiva, «non è più idonea a questo utilizzo, poiché non è in grado di assicurare l’integrità e la salute delle persone soprattutto anziane che frequentano le funzioni religiose». Di Centa, che aveva ricevuto rassicurazioni e promesse a vario titolo per una soluzione veloce che rendesse agibile almeno una chiesa del capoluogo, annuncia dunque che dal 1° ottobre dovrà essere dimesso l’uso della struttura per consentirne lo smantellamento. «Auspico», conclude il sindaco di Montorio nella lettera, «che per tale data i soggetti interessati possano, unitamente a questa amministrazione, trovare una soluzione».
Catia Di Luigi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.