Ciaccia, la Procura ricorre contro la scarcerazione dei due fratelli

21 Gennaio 2022

Finisce all’esame del tribunale del Riesame la non convalida dei fermi degli imprenditori romani Già discusso il ricorso per Mario per cui si attende il deposito del provvedimento dei giudici

TERAMO. La Procura romana ricorre al tribunale del Riesame contro la scarcerazione – o meglio la non convalida dei fermi da parte del gip – dei fratelli Mario e Davide Ciaccia i nuovi patron del Teramo Calcio, che a novembre furono arrestati e scarcerati nel giro di 48 ore.
Un provvedimento, quello del fermo, disposto all’epoca dalla Procura capitolina ((inchiesta del procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli e del sostituto Francesco Marinaro) nell’ambito di una maxi inchiesta con 21 indagati per una presunta truffa, autoriciclaggio e indebita compensazione dei crediti fiscali riconosciuti con il Superbonus del 110. All’epoca sia il gip di Roma sia quello di Teramo (Mario Ciaccia venne fermato a Roma mentre Davide nel capoluogo e da qui per quest’ultimo la competenza territoriale degli atti in capo all’autorità giudiziaria teramana per la misura personale) non convalidarono i fermi degli imprenditori e rigettarono le richieste di misura cautelare personali. Entrambi i gip non ravvisarono il pericolo di fuga e, accogliendo le eccezioni sollevate dalla difesa, gli avvocati Gianluca Tognozzi e Giorgio Martellino, evidenziarono la carenza di provvedimenti di autorizzazione in ordine al ricorso allo strumento delle intercettazioni telefoniche. Sostiene la Cassazione, infatti, che l’utilizzabilità delle intercettazioni dipende dall’esistenza dei decreti di autorizzazione e dalla correttezza della loro motivazione in ordine ai gravi indizi di commissione di delitti e all’indispensabilità del mezzo di ricerca della prova ai fini della prosecuzione delle indagini. Decreti che, in quella fase di indagini, evidenziarono nei provvedimenti i due gip, non erano stati messi a disposizione né a corredo del decreto di fermo né nelle udienze di convalida. Il ricorso per Mario è già stato discusso e i giudici del tribunale del Riesame di Roma si sono riservati, mentre quello per Davide è ancora da fissare. Intanto, sul fronte del sequestro dei beni disposto dal tribunale delle esecuzioni di Roma (che nulla c’entra con l’inchiesta che ha portato agli arresti e che non riguarda le quote del Teramo calcio), l’udienza per il ricorso dei Ciaccia resta fissata al 21 marzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA