Ciancaione: Casarosa ai disabili
La consigliera insiste per rispettare la destinazione al “Dopo di noi”
ROSETO. «Il 118 può andare nella palazzina della Croce Rossa, mentre Casarosa deve restare ai disabili». Insiste su questo argomento la consigliera d’opposizione di Liberi e uguali Rosaria Ciancaione alla vigilia di un consiglio comunale dove sicuramente si accenderà il dibattito sulla questione. «Casarosa è del ‘Dopo di noi’ e non ci sono minacce velate che possano scoraggiare il nostro gruppo», afferma Ciancaione, «il 118 può andare nella palazzina della Croce rossa, come già con la passata amministrazione era d’accordo l’Asl. Infatti erano stati previsti anche dei piccoli interventi e il progetto del 10 febbraio 2015 prevedeva di fare con pochi soldi, al piano terra, un ingresso e due stanze per il personale del 118, una porta e uno scivolo per l’accesso dall’esterno».
La consigliera di Leu, per l’ennesima volta, precisa che Casarosa è stata realizzata con fondi vincolati per 20 anni al “dopo di noi”. «L’assessore Di Bartolomeo ha dichiarato di voler sistemare la struttura utilizzando fondi del dopo di noi», ribadisce Ciancaione, «qualcuno ci spieghi come può accadere che quella casa venga destinata ad altre finalità insistendo ancora nella presa in giro della provvisorietà del 118, ben sapendo che del nuovo distretto sanitario di base non c’è neppure il progetto cantierabile».
Su Casarosa interviene anche Marco Sacchetti di Leu. «Casarosa», dice, «deve avere una palestra con fisioterapista per l’attività motoria e locali per il dopo di noi». Infine Franca Aloisi, sempre di Leu, invita a non lasciar marcire la struttura. «Agiremo affinché si restituiscano spazi ai disabili», spiega Aloisi, «ci sono i fondi disponibili e la Asl, visto che dice di poterlo fare, sistemi i locali per il 118 realizzando la necessaria sinergia operativa con la Croce Rossa». (l.v.)
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