Ciancaione: «Svendono un pezzo dello stadio per l’antenna»

«Il Comune svende un pezzo dello stadio Fonte dell’Olmo per la stazione radio, visto che da un incasso per 21 anni di circa 160mila euro si passa a 65mila euro». Lo evidenzia la consigliera d’opposizi...
«Il Comune svende un pezzo dello stadio Fonte dell’Olmo per la stazione radio, visto che da un incasso per 21 anni di circa 160mila euro si passa a 65mila euro». Lo evidenzia la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione, in seguito alla delibera approvata in giunta comunale giovedì 12 novembre per trasformare il contratto di locazione con il gestore Galata spa, da 9 anni rinnovabile per altri nove con un canone annuo di 7.700 euro, a un contratto di durata secca di 21 anni con un canone annuo anticipato di 65mila euro. «Un bel regalo al gestore della telefonia», continua Ciancaione, «certo, si dirà che l’incasso è immediato e potrà essere speso in questo ultimo scorcio di mandato per tappare qualche buco o qualche buca, ma 40 metri quadrati dello stadio Fonte dell’Olmo, dov’è la stazione radio, prima rendevano alla comunità rosetana 7.700 euro ogni anno, mentre ora renderanno solo 3.095 euro all’anno». Ciancaione, in merito alla telefonia, ha portato in consiglio comunale due interrogazioni e una mozione per arrivare ad avere un piano delle antenne per razionalizzare l’installazione di nuove stazioni radio per la telefonia mobile e per evitare qualsiasi forma di sperimentazione sul territorio comunale della tecnologia 5G. «L’amministrazione si attiva e fa da facilitatore per i gestori di telefonia mobile ponendo in essere una sorta di svendita del proprio patrimonio», aggiunge Ciancaione, «una caratteristica, questa dell’amministrazione Di Girolamo, che con i deboli non concede nulla, come nel caso della sottrazione di Casarosa ai disabili gravi o della mancata restituzione degli 800mila euro ai cittadini sulle bollette tari 2018, o dell’imposizione del centro raccolta rifiuti nella cittadella dello sport o della pista ciclabile su Via Piave ma, chissà perché, con i forti trova sempre un punto d’incontro». (l.v.)

