Cicconi primario di chirurgia «Aumenteremo gli interventi»

21 Gennaio 2019

Sant’Omero, il direttore facente funzione appena nominato annuncia l’arrivo di due medici  «Abbiamo già riaperto tutti gli ambulatori e aumenteremo anche le sedute di laparoscopia»

SANT’OMERO. Mario Cicconi è il nuovo primario (facente funzione) della chirurgia dell’ospedale di Sant’Omero. Il medico – che era già stato al “Val Vibrata a cavallo fra 2016 e 2017 – ha preso servizio nel reparto l'11 novembre e dai primi di gennaio ha ricevuto l’incarico di primario facente funzione.
Il primario smentisce voci e sospetti di un ridimensionamento della chirurgia di Sant’Omero. «E’ proprio il contrario: non solo la Asl ha provveduto a sostituire tempestivamente il primario facente funzione dando una continuità chirurgica, basandosi anche sull'esperienza, ma arrivano anche nuovi medici: dal 1° novembre abbiamo già Antonio Pisciaroli e dal 1° febbraio arriverà Roberta Dimalio», esordisce Cicconi, «con quest’ultimo arrivo saremo in sei: avremo la possibilità di incrementare il lavoro, considerato che svolgiamo anche il servizio di endoscopia».
Cicconi succede a Giosia Di Saverio, «che durante il periodo di sua direzione del reparto ha organizzato un congresso internazionale di chirurgia addominale che ha messo Sant'Omero al centro della scena».
Sono diversi gli obiettivi di Cicconi, innanzitutto «mantenere l’elevato livello chirurgico esistente da Gargano in poi, che si basa anche sull’esistenza di una ottima sala operatoria, per fare in modo – per quel che ci compete – che l'ospedale ridiventi il punto di riferimento della Vibrata. L'obiettivo è incrementare, in particolare la tecnica laparoscopica e cercare di venire incontro alle esigenze della popolazione, riducendo anche la durata delle degenze».
Secondo il medico ci sono ottimi presupposti: «E' un ospedale in cui si vive in un ambiente familiare: c'è una coesione fra medico e personale non medico che va a vantaggio del paziente, che si sente più al sicuro, avverte la condivisione della sua malattia. Lo scopo è creare un gruppo che collabori in maniera stretta e che risponda ancor più alle esigenze dei pazienti».
L’obiettivo è dunque aumentare il numero di interventi, da una media di 600 a 7-800. E soprattutto quelli in laparoscopia, «tecnica consolidata che permette una ripresa più rapida del paziente. E questo sia per le colecisti, che sono ormai una routine, ma perfezioneremo anche la tecnica di riparazione delle ernie della parate addominale, tipo il laparocele. E anche la tecnica, sempre in laparoscopia, per la patologia benigna e maligna del colon e del retto».
Il medico 58enne, teramano ma di origine torricellese, in una settimana ha riattivato tutti gli ambulatori fermi da un paio di mesi, dalla piccola chirurgia all’endoscopia. Un’offerta ampia, dunque, tenendo presente che «peraltro abbiamo all'interno della chirurgia, anche l’Uosd di proctologia diretta dal professor Renato Pietroletti, che è un punto di riferimento interregionale per la patologia proctologica».
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