Cinema e teatro, per ora non si riapre

Lo Smeraldo a metà maggio e il Comunale solo a settembre. Gli operatori: «Momento difficile»
TERAMO. A metà maggio il cinema Smeraldo, a inizio autunno il teatro Comunale. L’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri fissa restrizioni tali che non tutto lo spettacolo al chiuso potrà ripartire. Anzi, non sono molte le strutture che in Italia già da domani potranno riaprire in zona gialla rispettando i limiti posti dal decreto Draghi. «È un dpcm che guarda all’estate, agli spettacoli all’aperto, non è pensato per i teatri. Noi siamo in contatto anche con altri circuiti, nessun teatro riapre», osserva Stefano Scipioni, da circa un anno presidente di Acs -Abruzzo e Molise Circuito Spettacolo, l’associazione che gestisce il teatro Comunale di Teramo e distribuisce spettacoli in altri quattro teatri abruzzesi, «il Comunale ora non riapre. La stagione è ormai finita e, soprattutto, è complicato far ripartire un teatro rispettando le nuove specifiche relative a impianti di aerazione, spazi, ingressi, uscite, flussi di persone, distanziamento. Non si fa dall’oggi al domani. Se ne riparla per la stagione 2021-22 ». Inoltre, se pure dopo l’estate varranno i limiti di pubblico, non sarà semplice allestire le stagioni teatrali e invitare grandi compagnie. «Certi prodotti diventeranno economicamente insostenibili», dice, «se resterà il limite del 50% dei posti, la stagione di prosa che organizziamo a Teramo con la Riccitelli potrà contare solo su 400 posti al Comunale e per sistemare tutti gli abbonati si dovrebbero fare sei repliche anziché tre, con aumento delle spese».
Puntano invece subito alla ripartenza le sale cinematografiche, il grosso a metà maggio e tra esse lo Smeraldo Cinema, che l’anno scorso fu il primo in Abruzzo a riaccendere il proiettore il 18 giugno con l’inaugurazione della Smeraldo Arena nel parco fluviale. Giuliano Spinozzi, titolare della multisala con la sorella Cinzia conferma la volontà di riaprire le sale a metà maggio, affiancate a luglio dall’arena: «Magari non tutte, vediamo come va, quale sarà la risposta delle persone. Troppe restrizioni nel decreto, il coprifuoco alle 22 obbliga l’ultimo spettacolo alle 19. Speriamo sia spostato alle 23, per poter fare l’ultima proiezione alle 20. Un altro problema è la chiusura del bar». Nonostante l'entusiasmo non è facile riavviare la macchina, soprattutto per l’offerta per ora limitata di film in distribuzione. «Facciamo parte di una filiera, sale, produzione, distribuzione, dobbiamo ripartire insieme», dice, «il dpcm arriva improvviso, avremmo preferito saperlo almeno 15-20 giorni prima. Stiamo lavorando per riaprire, ritarando gli impianti e procedendo a nuove sanificazioni. Per i film puntiamo sugli Oscar e i titoli italiani. Non sarà una ripartenza sprint ma una maratona, per arrivare a pieno regime a fine agosto, quando usciranno i grossi titoli come “Dune”. Quanti cinema riapriranno? Molto dipenderà da continuità e qualità dei film in distribuzione e dalla voglia delle persone di tornare al cinema».
Anna Fusaro
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