Cineteatro conteso «La colpa non è delle associazioni»

18 Luglio 2017

Manola Di Pasquale: «I problemi li ha creati il Comune» Acs pubblica le mail inviate a Brucchi sulla programmazione

TERAMO. «Le colpe non sono né dell’Acs né della Riccitelli». Manola Di Pasquale, avvocato ed ex consigliere comunale del Pd, interviene così nella controversia sulla gestione del cineteatro comunale. Lo fa, spiega, perché sollecitata dal sindaco Maurizio Brucchi e in quanto legata un rapporto di «sincera amicizia con una dei soci» del nuovo gestore della principale sala cittadina destinata a spettacoli. Per lei, la vicenda che vede protagonisti l’Acs da una parte e dall’altra il primo cittadino, che difende le ragioni della Riccitelli, di fatto esclusa dall’utilizzo del cineteatro per la propria stagione di prosa, è «paradossale e assurda».
Se dunque Brucchi invoca il rispetto della convenzione, che imporrebbe al gestore il rispetto della pluralità di impiego della sala, che resta di proprietà dell’ente, Di Pasquale precisa che il Comune è il «principale colpevole» della situazione che si è creata. «Nel bando della gara per l’affidamento della gestione a titolo oneroso, con il versamento di un canone e lavori di manutenzione, infatti», fa notare l’ex consigliere comunale, «è fin troppo chiaramente evidenziato come, nella formazione del punteggio, il requisito della “qualità di gestione del servizio con particolare riferimento anche all’offerta culturale” che concede fino ad un massimo di 20 punti, risenta anche delle manifestazioni di prosa organizzate». Da qui, insomma, nasce l’equivoco che ha portato l’Acs a proporre un proprio cartellone di spettacoli teatrali che si accavalla a quello storico della Riccitelli. L’amministrazione cittadina, a detta di Manola Di Pasquale, «avrebbe dovuto escludere la possibilità di una stagione di prosa, non premiarla».
Il contratto assegna 25 giornate di uso della sala al Comune, ma sempre secondo l’ex consigliere «il sindaco sa benissimo non possono interferire con il calendario stilato in base al progetto culturale approvato dall’ente e con i lavori che, sempre in virtù della gara, dovranno essere effettuati per la messa a norma del teatro, nei prossimi sei mesi». Quelle date non potrebbero essere fissate a discrezione dall’amministrazione comunale né concesse a una sola associazione. Per Manola Di Pasquale non sarebbe possibile né legittimo che le serate in questione fossero utilizzate dal Comune per far rientrare dalla finestra la stagione di prosa proposta dalla Riccitelli. In ogni caso l’ex consigliere si mette a disposizione per fare in modo che «col dialogo e col confronto si trovi una soluzione».
L’Acs per ora non replica al sindaco ma rende pubbliche le mail, inviate tramite posta certificata, in cui annuncia il calendario di utilizzo della sala, che comprende fino a maggio diverse tipologie di spettacolo da ospitare nella struttura e anche i periodi in cui questa sarà sottoposta a ristrutturazione, nonché le richieste ricevute da altre associazioni. Tra queste figurano Teramo nostra, per tre serate, nonché Benedetto Marcello in collaborazione con Soroptimist e Spazio tre, il Braga, l’Unicef e Solidea, ciascuna per una giornata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA