Cingalese ucciso a Garuffo, l’assassino è sotto shock: non ricorda la lite

6 Agosto 2013

L’autopsia sull’operaio cingalese rivela: ucciso con due pugnalate ai polmoni, fatale l’emorragia interna

TERAMO. Solo due coltellate, ma entrambe profonde e letali. Sono entrate nella schiena dall’alto verso il basso ed hanno lesionato la base di entrambi i polmoni, causando uno shock emorragico che ha portato alla morte in una decina di minuti il 30enne operaio dello Sri Lanka Susira Sattambi, padre di un bimbo di tre anni. L’autopsia firmata dall’esperto anatomopatologo Giuseppe Sciarra fissa in poche parole e pochi concetti la dinamica del delitto avvenuto domenica notte a Garrufo di Sant’Omero. Quella di Udarachandima Kolamunnage, il 29enne badante – anch’egli cingalese – arrestato per l’omicidio, è stata un’azione fulminea e di un’ efficacia che ha dell’incredibile se si pensa al contesto (una lite furibonda degenerata in una colluttazione) e al tipo di arma utilizzata: un normale coltello da cucina con la punta smussata e una lama non lunghissima (12 centimetri), che era lì su un tavolo perché era stato usato per tagliare un cocomero.

E’ evidente che quelle due coltellate sono state vibrate con una rabbia incredibile da una persona sconvolta. Sconvolta da cosa? Il racconto agli inquirenti del terzo cingalese presente sul posto, un operaio che vive e lavora a Cellino, non sembra lasciare dubbi: entrambi i protagonisti della lite erano alticci e si sono accesi parlando della propria conoscenza delle lingue. All’arrestato, che reclamava una migliore conoscenza del dialetto Tamil, la vittima avrebbe detto: «E allora sei un terrorista Tamil». Questo è sembrato insopportabile a Kolamunnage, forse perché la lunga e sanguinosa guerra civile tra il governo dello Sri Lanka e i separatisti delle Tigri Tamil è ancora una ferita aperta nella memoria collettiva di quel Paese. La combinazione tra questo argomento così sensibile e l’alcol è stata, a quanto pare, micidiale.

Il pm Bruno Auriemma ha a disposizione una testimonianza oculare completa e dettagliata su quanto è avvenuto sul pianerottolo antistante gli appartamenti abitati dai due connazionali, ma ha comunque disposto di ascoltare anche la vedova di Sattambi, che era in casa, a pochi passi, e ha visto morire il marito. Questa audizione non avverrà prima di oggi perché la donna, che aspetta il secondo figlio, è ancora in stato di shock.

In stato confusionale, e incapace di ricostruire con esattezza l’accaduto, sarebbe anche Kolamunnage. Un giovane incensurato, nonché apprezzato badante del padre del capo della scorta di Berlusconi, il garrufese Fausto Di Gregorio. Lo riferisce il suo avvocato, Adriano Di Battista, che incontrando il proprio assistito in carcere ha visto «un ragazzo sconvolto, che ricorda a fatica i fatti». Stando così le cose è probabile – ma non ancora certo – che domani mattina, nell’udienza di convalida, Kolamunnage si avvarrà della facoltà di non rispondere. Per lui si profila un’accusa di omicidio volontario, forse aggravata dai futili motivi. Quanto ai parenti della vittima, si sono affidati all’avvocato Luca Macci per costituirsi parte civile nel processo che verrà.

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