Cirsu, il Csa ai sindaci «I debiti li paghiamo noi»

Il Consorzio stabile ambiente presenta la proposta di concordato fallimentare per continuare a gestire gli impianti. Di Bonaventura: non tocca a noi decidere
GIULIANOVA. Liquidare al 100% i creditori privilegiati e al 30% tutti gli altri, salvaguardare il patrimonio pubblico di Cirsu e lasciare le tariffe attuali con l'impegno di mantenere invariate, e quindi proseguire, le attività fino al 2022, come sottoscritto nel contratto di appalto. È questa la proposta di concordato fallimentare, presentata qualche giorno fa al tribunale di Teramo dal Consorzio stabile ambiente (Csa), la società aquilana che gestisce gli impianti Cirsu a Grasciano, e illustrata ieri ai sindaci dei Comuni soci. Csa ha proposto di pagare gran parte dei debiti del consorzio dichiarato fallito lo scorso settembre e per intero quelli ai debitori, che vantano un diritto di prelazione, pur di proseguire nella gestione per altri sei anni. Csa ha promesso di ottemperare alle prescrizioni Arta nel più breve tempo possibile.
La proposta di concordato è stata già protocollata e dunque, quella di ieri, per i sindaci e amministratori dei Comuni soci, è stata, più che altro, una presa d'atto. «Si tratta di un'ottima opportunità per salvare il Cirsu», ha commentato Fabio Ruffini, assessore all'ambiente del Comune di Giulianova, «e di una possibilità in più affinchè gli stabilimenti di Grasciano continuino la loro attività. Se il regime fallimentare dovesse continuare, si vedrebbe depauperato il patrimonio finora investito da parte dei Comuni e della Regione». Più critico, invece, Diego Di Bonaventura, primo cittadino di Notaresco. «Non toccherà a noi valutare la validità della proposta», ha infatti commentato il sindaco Di Bonaventura, «visto che c'è una procedura fallimentare in corso. Saranno il gruppo di creditori e il giudice fallimentare a decidere». Quello su cui però Di Bonaventura si è detto intransigente è il fatto di dover bonificare, da qui ad un anno, la vecchia discarica, da cui continua ad arrivare cattivo odore. Il sindaco, inoltre, ha anche fatto notare che tra i creditori "morali" figura anche il Comune di Notaresco, mai stato ristorato, in passato, per aver ospitato la discarica. «Quel che è certo», ha concluso il sindaco, «è che Notaresco non consentirà più lo sfruttamento del suo territorio». Nel frattempo, il settore dello smaltimento dell'organico resta chiuso, sebbene la disposizione del dirigente regionale Franco Gerardini, sia scaduta a febbraio. Sulla questione devono ancora pronunciarsi Arta e Provincia.
Margherita Totaro
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