Cirsu, udienza decisiva: ora si aspetta la sentenza

17 Settembre 2014

GIULIANOVA. Si conoscerà solo nei prossimi giorni il parere dei giudici del tribunale di Teramo sul fallimento del Cirsu: nell'udienza tenutasi ieri, il giudice Giovanni Cirillo ha ascoltato le...

GIULIANOVA. Si conoscerà solo nei prossimi giorni il parere dei giudici del tribunale di Teramo sul fallimento del Cirsu: nell'udienza tenutasi ieri, il giudice Giovanni Cirillo ha ascoltato le parti in causa (il Cirsu e la Deco, che vanta nei confronti del consorzio un credito di 2.250.000 euro, negato però dallo stesso Cirsu) e ha comunicato che emetterà una sentenza non appena saranno state approfondite le documentazioni inerenti il caso. Il rischio di fallimento, per il consorzio dei rifiuti, è legato al fatto che non è stato liquidato, entro i termini previsti, il debito accumulato nei confronti della società fondata dai fratelli Di Zio, azione prevista nel piano di risanamento aziendale approvato dal tribunale lo scorso marzo. Sul debito che il Cirsu si è rifiutato di pagare all'Aia (legata alla Deco) è stato inoltre chiesto al tribunale il sequestro conservativo da parte del consorzio: una decisione definitiva su tale vicenda sarebbe dovuta scaturire dall'udienza prevista per domani, ma rinviata al marzo 2015. Sarà quindi necessario attendere il pronunciamento dei giudici per conoscere la sorte del Cirsu, mentre ci sarà ancora tempo per la questione del debito. Intanto sono scaduti i 40 giorni concessi dal Consiglio di Stato al consorzio per il pagamento di ulteriori 35.000 euro dovuti alla Deco e l'indizione di un nuovo bando per la realizzazione della nuova discarica, il cui precedente affidamento alla Eco.Macs era stato giudicato illegittimo. Pertanto ora la società dei Di Zio chiederà il commissariamento della prefettura dell'impianto del Cirsu, come previsto dalla sentenza del Consiglio di Stato. Infine stamattina, dal giudice di pace, si dibatterà della denuncia per presunta aggressione presentata dal presidente del Cirsu Angelo Di Matteo nei confronti di un lavoratore ex Sogesa, difeso dal sindaco Francesco Mastromauro. (s.p.)