Cittadinanzattiva sul nuovo ospedale «Gli enti rendano noti gli studi tecnici»

13 Agosto 2019

Cittadinanzattiva Abruzzo interviene nel dibattito sul nuovo ospedale di Teramo con una lettera aperta al sindaco Gianguido D’Alberto, al manager della Asl Roberto Fagnano, al presidente della...

Cittadinanzattiva Abruzzo interviene nel dibattito sul nuovo ospedale di Teramo con una lettera aperta al sindaco Gianguido D’Alberto, al manager della Asl Roberto Fagnano, al presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, all’assessore Stefania Di Padova e al presidente della commissione comunale speciale sulla sanità Vincenzo Cipolletti. L’associazione spiega: «Ciò che ci interessa sottolineare e sollecitare è che una scelta di questo tipo non può non implicare il coinvolgimento dei cittadini. Ci pare, tuttavia, che questo stia avvenendo in modo spontaneo e, per questo, molto poco produttivo ai fini di una scelta realmente consapevole; si stanno ingenerando confusione e false aspettative. Già in passato abbiamo avuto modo di sottolineare a codesta amministrazione comunale che dovrebbe essere lei a guidare i processi di coinvolgimento delle formazioni sociali dotandosi di uno strumento stabile di consultazione delle istanze cittadine e abbiamo proposto di sposare, è un’ipotesi, il modello dell’Urban Center, che è l’insieme di tutte le associazioni e formazioni sociali disponibili, coordinate da un consiglio scientifico e da un presidente
liberamente eletto. Un organismo del quale il Comune dovrebbe essere “socio promotore” e fondatore». Cittadinanzattiva continua: «Urban Center o meno, non ci pare che il dibattito si stia espletando nel migliore dei modi e questo perché i cittadini che lo hanno avviato stanno vedendo le amministrazioni come “controparte” delle associazioni che li rappresentano; mentre uno dei fondamentali attori pubblici, la Asl, non si pronuncia e resta totalmente estranea alla vicenda, rendendo il dibattito monco e praticamente inutile. Anche la Regione, poi, si muove del tutto autonomamente, così ci sembra, e propone piani regionali che avrebbero dovuto prima essere discussi e, se possibile, condivisi. Non solo, ma le associazioni teramane si stanno muovendo in carenza di studi preliminari che mettano a confronto le diverse ipotesi. Ci parrebbe perciò corretto suggerire che il Comune assuma senza ulteriori indugi l’iniziativa e insieme alla Asl comincino, a brevissimo, un percorso comune e trasparente e realizzino e propongano il prima possibile alla cittadinanza studi tecnici realizzati sulle aree ipotizzabili. Questo per poter operare Insieme e con cognizione di causa, la scelta più idonea».