Cittadini e mondo politico per l’addio ad Anna Ferrante

14 Luglio 2017

Una folla si è radunata nell’aula magna dell’ateneo per il funerale laico Letta la poesia del marito: «Il tuo piede leggero ha lasciato tracce profonde»

TERAMO. Una donna tenace e appassionata, una guerriera in prima linea che ha portato avanti i suoi ideali politici e civili fino all'ultimo istante, insieme al compagno di vita Giovannino Pettinaro morto solo pochi mesi fa; una pedagogista preparata che tanto ha lavorato per diffondere a livello regionale il metodo educativo del pedagogista di Reggio Emilia, Loris Malaguzzi, preso ad esempio in tutto il mondo: è questo il ritratto di Anna Ferrante emerso ieri pomeriggio durante la commemorazione laica tenutasi all’università. La maestra delle maestre, l'insegnante che amava i bambini, è scomparsa martedì notte a 61 anni e a lei il Comune ha deciso di dedicare l'asilo nido Pinocchio del quartiere Gammarana, da lei diretto fino alla pensione. Dopo un video ricordo, che ne ha ripercorso momenti di vita pubblica e privata, hanno preso la parola i figli, Mauro e Silvia, quindi il fratello Claudio. In tanti poi hanno voluto tributarle l'ultimo saluto con attestati di stima e testimonianze di affetto: a partire dal mondo della scuola, come Antonia Labonia della segretaria nazionale del Gruppo nidi e infanzia, che ha ricordato il contributo determinante della pedagogista anche per l'ultima proposta di legge in materia 0-6 anni. E ancora rappresentanti del mondo sindacale e politico, come il sindaco Maurizio Brucchi e l'ex assessore provinciale alla cultura Leandro Di Donato. Presente anche l'ex primo cittadino Angelo Sperandio e il rettore Luciano D’Amico, che ha ricordato la pedagogista scomparsa. E ancora l'assessore regionale Paolo Gatti che ha ripercorso gli anni di collaborazione con Ferrante durante il suo assessorato alla pubblica istruzione al comune di Teramo. «Nonostante il divario politico di vedute», ha detto Gatti, «ci siamo piaciuti. Quello che mi colpiva di Anna è che mi sorprendeva. Le sono debitore di quel poco che ho imparato sui nidi, mi ha trascinato in giro per l'Italia, per guardare gli altri, scambiare idee e condividere esperienze. Non è un caso se poi l'ho messa a capo del coordinamento pedagogico regionale». Niente fiori per la commemorazione, che si è tenuta con il feretro attorniato dai disegni di Anna, una delle sue innumerevoli passioni: le offerte raccolte sono state devolute a tre enti: l'associazione Carrozzine determinate, presieduta dal fratello Claudio, l'Udu, l'Unione degli studenti universitari, e Teramo children, l'ultimo lascito della pedagogista, il laboratorio permanente per l'infanzia da lei fondato insieme ad altri. Dalle testimonianze è emerso come sia stata grande l'eredità lasciata da Ferrante alla città, e come ha ricordato il figlio Mauro, attraverso una poesia del padre Giovannino dedicato alla moglie: «Il tuo piede leggero ha lasciato tracce profonde».
Emanuela Michini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.