Civitella, cede a causa di una frana il ponte tra Lucignano e Favale

Lo smottamento del terreno è dovuto alla pioggia. Chiusa la strada che collega la frazione alla Sp8 Il vice sindaco Tulini: «Ci sono itinerari alternativi per raggiungere la frazione, anche se più lunghi»
CIVITELLA DEL TRONTO. Tempo di crolli di ponti e cavalcavia, in Italia. Questa volta ha ceduto il ponte fra Lucignano e Favale nel territorio di Civitella. Non ha pace la cittadina montana già alle prese con le frane di Ripe e Ponzano.
Nella notte tra mercoledì e ieri hanno collassato i sostegni della strada che collega la frazione alla Sp 8. Le cause sembrano da ricercare nelle piogge di questi due giorni che hanno imbevuto il terreno procurando lo smottamento. Lo scivolamento a valle della terra causato dalle infiltrazioni ha determinato il cedimento del ponticello e quindi della strada. Il traffico è stato interdetto. Ad accorgersene e a segnalare il fatto è stato un dipendente della Poliservice, come racconta il vice sindaco di Civitella del Tronto, Mario Tulini che è anche cantoniere della Provincia. «La strada è stata chiusa al traffico, ovviamente», spiega il numero due del palazzo civico, «come Comune abbiamo provveduto a chiudere al transito la strada crollata, essendo la stessa di proprietà comunale. Mentre alla Provincia è stata segnalata la intransitabilità per questa strada verso la strada provinciale 8 della fondovalle del Salinello. Le cause sembrano abbastanza chiare e sono da imputarsi alle piogge».
Probabilmente, va aggiunto, era già in atto uno smottamento visto che di dissesto idrogeologico il Teramano, Civitella inclusa, sembrano soffrirne. Solo che, in questo caso, parliamo di una zona a valle rispetto alla parte alta della cittadina borbonica. Il fronte aperto di strada sarebbe di circa 70 centimetri. Per fortuna non si segnalano danni a cose e persone, ma la strada è particolarmente utilizzata da chi, da nord, s’immette lungo la Sp 8 e da qui procede per la provinciale per Sant’Onofrio per raggiungere Campli o imboccare la San Nicolò-Garrufo. «Per fortuna la strada non è la sola percorribile per raggiungere Lucignano», aggiunge il vice Tulini, «ma certamente i cittadini che la utilizzano per andare a lavoro o per raggiungere altre località dovranno percorrere un itinerario alternativo più lungo».
Alex De Palo
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