Classificazione delle acque Balneatori contro la Regione
ALBA ADRIATICA. Ad Alba Adriatica soffia un vento di rivolta contro la classificazione regionale delle acque di balneazione. Alla base dei fortissimi malumori tra gli operatori c’è il fatto che il...
ALBA ADRIATICA. Ad Alba Adriatica soffia un vento di rivolta contro la classificazione regionale delle acque di balneazione. Alla base dei fortissimi malumori tra gli operatori c’è il fatto che il tratto di mare centrale della città è l’unico a non essere stato classificato come di qualità “eccellente” lungo la costa vibratiana dal nuovo elenco regionale delle acque, che prende in considerazione i risultati delle analisi Arta dal 2017 al 2020 e che può avere conseguenze, oltre che nell’immagine turistica della località, anche nella riconquista della Bandiera Blu nel 2021.
Il punto di prelievo antistante via Sardegna, infatti, è stato classificato come di qualità “buona”, nonostante nel quadriennio sia stato interessato da un solo caso di divieto di balneazione, breve e di scarsa entità, registrato il 16 maggio 2019, quando l’Arta rilevò una concentrazione di batteri enterococchi appena oltre i limiti. Già due giorni dopo, il 18 maggio, i valori erano tornati nella norma. Un dato anomalo e unico, questo, con tutta evidenza meno rilevante rispetto ad altri casi che nel quadriennio hanno interessato alcuni punti di prelievo di Martinsicuro, ma soprattutto rispetto al dramma vissuto l’estate scorsa a Tortoreto. Qui, infatti, il 3 agosto l’Arta rilevò presenza batterica fuori norma in tre punti di prelievo e un peggioramento due giorni dopo, sia nel dato sugli enterococchi che in quello sugli escherichia coli, prima del rientro dei valori sotto i limiti riscontrato il 6 agosto.
Ma a differenza di Alba, sia Martinsicuro che Tortoreto oggi possono vantare un mare classificato come eccellente, in tutti i sette punti di prelievo della prima località e in tutti i cinque della seconda. «Lo squilibrio è evidente, come è chiaro che Martinsicuro e Tortoreto hanno potuto godere della possibilità offerta dalla normativa di scartare, nella fase di classificazione delle acque, i divieti di balneazione di durata ridotta», spiega un gruppo di operatori turistici albensi, «ci chiediamo quindi se, allo stesso modo, sia stato scartato o meno il dato anomalo del 2019 del punto di prelievo di Alba antistante via Sardegna. Se sì, ci chiediamo allora come sia possibile che il tratto di mare in questione non sia tornato ad essere classificato come eccellente. Altrimenti, se il dato non è stato scartato, vogliamo sapere cosa si è inceppato nella fase burocratica di classificazione delle acque e se la responsabilità è da imputare agli uffici della Regione Abruzzo o al Comune di Alba».
Luca Tomassoni
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