Colledara, l’assegno con l’indennizzo Enel non gli arriva ma risulta incassato

23 Ottobre 2017

COLLEDARA. Ottiene dall’Enel un indennizzo di 298 euro per il blackout conseguente alla nevicata del gennaio scorso, ma l’assegno circolare con la somma spettante non gli arriva. E, alle sue...

COLLEDARA. Ottiene dall’Enel un indennizzo di 298 euro per il blackout conseguente alla nevicata del gennaio scorso, ma l’assegno circolare con la somma spettante non gli arriva. E, alle sue rimostranze, si sente rispondere dalla società elettrica che quell’assegno risulta inviato e regolarmente incassato. Da chi, resta un mistero. Per questo G.B., un cittadino di Colledara, ha presentato una querela contro ignoti ai carabinieri e ha scritto una lettera all’amministratore delegato Enel Francesco Starace e al presidente dell’Autorità per l’energia Pier Paolo Bortoni. Nella lettera il cittadino ricorda che nel maggio scorso al Punto Enel di Teramo «l’incaricata addetta allo sportello, oltre a far compilare una richiesta scritta, non volle far riportare nella stessa richiesta per l’accredito il codice Iban dell’avente diritto, dicendo che l’indennizzo poteva essere effettuato solo o tramite la riscossione nelle tabaccherie a mezzo Sisal o a mezzo l’invio di assegno circolare non trasferibile, che sarebbe stato recapitato a mezzo posta». Dopo diverse chiamate infruttuose al numero verde, «solo il giorno 17 di ottobre è venuto a conoscenza che l’assegno circolare era stato inviato e che addirittura era stato incassato il giorno 26 settembre. Allo stupore e alle rimostranze del sottoscritto, furono forniti il numero dell’assegno circolare e i codici Abi e Cab della banca emittente (Intesa San Paolo) e il codice Abi dove era stato pagato l’assegno, e al sottoscritto venne consigliato di recarsi nella banca dove è correntista». Ebbene: «da una prima ricerca effettuata dalla banca è risultato che il numero dell’assegno è sconosciuto» mentre, «contattata telefonicamente la banca che aveva effettuato il pagamento, gli veniva comunicato che l’ assegno con il numero riferitigli risultava essere stato pagato nel 1997 e che era di un importo maggiore e diverso da quello del rimborso». Di qui la denuncia e le rimostranze ai vertici Enel, ai quali G.B. chiede
«di agevolare i cittadini e far risparmiare al gruppo che gestisce costi per spese postali e bancarie» favorendo l’invio degli indennizzi con accrediti diretti sui conti correnti.