Collegio elettorale, D’Alberto va all’attacco

6 Novembre 2021

Il primo cittadino chiama alla mobilitazione: taglio da evitare, intervengano Regione e parlamentari

TERAMO . Mobilitazione generale anche oltre i confini del territorio. È la strategia annunciata dal sindaco Gianguido D’Alberto contro la cancellazione del collegio elettorale di Teramo. Il taglio, previsto dal Governo per decreto, va scongiurato a ogni costo. «Tutti i livelli istituzionali devono mettersi insieme, trasversalmente, in una prospettiva condivisa», sottolinea il primo cittadino che ha chiesto al presidente della Provincia Diego Di Bonaventura la convocazione dell’assemblea dei sindaci entro i prossimi dieci giorni. D’Alberto, però, tira in ballo anche i parlamentari.
«Tutti», insiste, «siamo chiamati collegialmente a rappresentare al Governo questa che è una questione di vitale importanza; perché abbiamo poco tempo e dobbiamo manifestare con una forza comune, la reazione decisa a uno dei più gravi schiaffi che il nostro territorio abbia ricevuto». Per il sindaco non si tratta di una battaglia circoscritta al Teramano. «Così si rischia di non trovare risposta», avverte, «abbiamo la necessità che la vicenda assuma una dimensione regionale, perché il fatto che venga indebolita un’area, svilita nella sua dignità politica e di rappresentanza, non può essere un problema isolato al territorio interessato».
D’Alberto non ha dubbi. «Se davvero la classe politica abruzzese vuole ritenersi degna di rappresentare tutta la regione», afferma, «deve reagire in modo compatto, perché altrimenti perde Teramo, ma non ne esce bene l’Abruzzo». I margini per intervenire ci sono: dopo le recenti amministrative, è avviata la discussione parlamentare per la revisione della legge elettorale e per la modifica del decreto.
«Bisogna applicare il sistema proporzionale con soglia di sbarramento, sul modello tedesco», puntualizza D’Alberto, «in questo momento storico è la soluzione più coerente per razionalizzare il sistema parlamentare; una soluzione che consentirebbe di recuperare il collegio: obiettivo che comunque noi continueremo a percorrere, a prescindere». È in gioco il rapporto tra rappresentanza e territorio. «La nostra classe politica si è fatta sentire pochissimo negli anni», conclude il sindaco, «soprattutto quando si è accettato, attraverso il meccanismo delle liste bloccate, che i candidati del territorio venissero scelti a Roma». (g.d.m.)